Giallo di Farneta
Si cerca il corpo di una donna scomparsa 14 anni fa: indagato il marito (ex frate). E l’ombra del caso Ragusa aleggia sugli scavi
Paula Andrea come Roberta Ragusa? I primi colpi di ruspa sulle colline lucchesi hanno inevitabilmente risvegliato i fantasmi del passato. Non solo perché torna a galla la scomparsa di Paula Andrea Bran Yépez, la donna, di origine sudamericana, conosciuta anche come Rosita, all’epoca 34enne, sparita nel nulla lasciando la sua abitazione e senza portare con sé il cellulare, nel novembre 2012 a Farneta: del caso che la Procura di Lucca ha riaperto dopo quasi quattordici anni parleremo a breve.
Donna scomparsa a Farneta nel 2012: il caso si riapre all’ombra del mistero di Roberta Ragusa
Ma anche perché quando le ricerche si sono concentrate nei pressi della Certosa di Farneta, il pensiero di molti è andato subito a Roberta Ragusa, l’imprenditrice svanita nel nulla, sempre in Toscana (in provincia di Pisa), e nello stesso periodo. Il cui corpo non è mai stato trovato. Una vicenda per la quale il marito, Antonio Logli, sta scontando in carcere una condanna definitiva per omicidio e distruzione di cadavere.
I dubbi degli inquirenti e le ricerche dei resti: quelle strane coincidenze tra le due scomparse
Al momento, l’ipotesi che in quella zona potessero essere stati occultati i resti della Ragusa sembrerebbe superata. Ma il collegamento istantaneo tra i due casi, le cui tempistiche e dinamica delle scomparsa hanno più di qualcosa in comune, riapre cronachisticamente dubbi e sospetti che il tempo e finanche le sentenze lasciano idealmente aperti. Le indagini, però, come anticipato, riaprono il giallo di Farneta, che se all’epoca dei fatti fece meno scalpore dell’omologa vicenda Ragusa, e su cui oggi si concentrano il lavoro degli inquirenti e le ricerche, con gli scavi alla ricerca della donna sudamericana svanita nel nulla ormai 14 anni fa.
Il giallo di Farneta riparte da una lettera anonima inviata al pm
La nuova indagine è stata avviata dal pubblico ministero Enrico Corucci a seguito di un esposto dettagliato presentato da un abitante della zona. L’inchiesta è stata affidata alla Squadra Mobile della questura lucchese, e al momento ha già portato all’iscrizione nel registro degli indagati l’ex marito della donna: un 55enne colombiano, ex monaco certosino, che aveva abbandonato il saio per stare con lei. Un uomo che oggi lavora ancora come tuttofare in un ambito legato alla Certosa di Farneta.
Il marito, ex frate, indagato: cosa non torna del suo racconto
Le ipotesi di reato sono quelle di omicidio volontario e occultamento di cadavere. L’uomo, già ascoltato in passato come persona informata sui fatti, ha sempre sostenuto la tesi dell’allontanamento volontario della moglie, che avrebbe deciso di lasciare l’Italia per rientrare nel Paese d’origine. Versione che, secondo i familiari della donna, non corrisponderebbe alla realtà. Addirittura, già nel 2014 la madre di Paula si sfogava: «Lui mi disse di averla accompagnata alla stazione. L’avrà fatto davvero?».
Tanto è vero che, già nei mesi successivi alla scomparsa erano state avviate ricerche e accertamenti. Con perquisizioni e scavi nelle aree circostanti la Certosa di Farneta. Indagini però che allora non diedero alcun esito.
Anche all’epoca, pertanto, le autorità avevano valutato l’ipotesi di una fuga volontaria, successivamente archiviando il caso in assenza di elementi concreti. Oggi, però, a far ripartire le indagini, a quasi quattordici anni di distanza, è stata una dettagliata lettera anonima inviata da un abitante della zona, inviata direttamente al pubblico ministero Enrico Corucci. L’esposto indica chiaramente che la donna non avrebbe mai lasciato l’Italia. E che il suo cadavere si troverebbe sepolto a pochi metri dalla sua vecchia abitazione. Da qui, l’iscrizione nel registro degli indagati, con le pesanti accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere, dell’ex marito della donna.
I dubbi dei familiari della donna e quella denuncia presentata tempo dopo la sparizione
Come detto, all’epoca della scomparsa l’ex frate sostenne la tesi dell’allontanamento volontario della moglie. Ma oggi, le sue ricostruzioni, i suoi ricordi, le sue dichiarazioni, finite sotto la lente degli inquirenti e della Squadra Mobile, vengono passate al setaccio di rilievi, riscontri, testimonianze e dubbi. Già, dubbi: a partire da quelli degli inquirenti sulla tempistica della denuncia, presentata solo mesi dopo la sparizione.
Giallo di Farneta, si cerca il corpo: come quello di Roberta Ragusa, non è mai stato ritrova
Dunque si riparte da lì. Dalla campagna dove si stanno svolgendo intense operazioni di ricerca dei resti della donna, che fin qui hanno visto l’impiego di mezzi dei Vigili del fuoco. Unità cinofile specializzate. E squadre di ricerca che hanno battuto nuovamente i terreni collinari e una grotta nei pressi del monastero. Al momento, però, di Paula Andrea Bran Yépez non si ha ancora alcuna traccia. Ma, almeno, il muro del tempo e di silenzio attorno alla Certosa sembra ormai incrinato.