La sfida
Sfratti per occupanti e morosi, avanti tutta. Meloni: “Tuteliamo i proprietari e i cittadini onesti”
L’emergenza casa passa anche e soprattutto per una “liberazione”, termine tanto caro alla sinistra ma che nel caso del governo Meloni viene declinato come una nuova strategia per allargare la platea di immobili da mettere a disposizione delle fasce più deboli. Guerra aperta alle “occupazioni”, più o meno legali, morosità tollerate dai giudici comprese, che impediscono ai proprietari di tornare in possesso delle proprie abitazioni. Lo spiega la stessa premier, in una nota che mette nero su bianco gli impegni del governo sul fronte degli sfratti: “Per troppo tempo chi metteva in affitto una casa è rimasto senza tutele di fronte a occupazioni abusive, morosità e tempi troppo lunghi per rientrare in possesso del proprio immobile. Questo ha spinto molti proprietari a rinunciare ad affittare, aggravando la carenza di alloggi e contribuendo all’aumento dei canoni. Con le nuove norme approvate dal Governo acceleriamo il rilascio degli immobili e rafforziamo la tutela di chi rispetta la legge. Una Nazione seria difende i cittadini onesti: tutela i diritti di chi paga regolarmente un affitto e anche di chi mette a disposizione una proprietà nel rispetto delle regole”, dice la presidente del Consiglio.
Sfratti prioritari nel piano Casa del governo Meloni
Nei giorni scorsi il governo aveva presentato il nuovo Piano Casa, un pacchetto di misure volto a fronteggiare l’emergenza abitativa in Italia e ad aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi sostenibili. Nel merito, il piano punta a intervenire su tre direttrici principali: il recupero del patrimonio edilizio pubblico inutilizzato, lo sviluppo di nuove abitazioni di edilizia sociale e il coinvolgimento dei privati nella realizzazione di case a costi calmierati. L’obiettivo dichiarato è arrivare nei prossimi anni a decine di migliaia di nuovi alloggi, con particolare attenzione a giovani, famiglie e fasce più fragili. Il piano prevede un rafforzamento delle misure per il recupero degli immobili occupati senza titolo o non regolarmente assegnati. In particolare, l’accelerazione delle procedure per il rilascio degli immobili pubblici occupati abusivamente, il maggiore coordinamento tra enti locali e forze dell’ordine, la priorità alla restituzione degli alloggi per l’assegnazione a famiglie in graduatoria. Sul fronte degli sfratti, il piano interviene soprattutto sulla velocizzazione dei procedimenti esecutivi con la riduzione dei tempi tra sentenza e esecuzione dello sfratto, il rafforzamento delle procedure per i casi di morosità persistente (affitti non pagati), maggiore tutela per i proprietari che non ricevono canoni regolari, il coordinamento più rapido tra tribunali e ufficiali giudiziari.
La sinistra, ovviamente, non ci sta, forte della sua tradizionale predilizione per le “occupazioni”. “La presidente Giorgia Meloni, che ha tagliato i fondi di sostegno agli affitti e alla morosità incolpevole, oggi vuole mandare via dalle case, in 15 giorni, le famiglie che non hanno alternative sociali ed economiche”, dichiara Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde commentando un post social della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Il progetto per l’edilizia popolare del governo
Una parte centrale del progetto riguarda la riqualificazione delle case popolari vuote o degradate, che dovrebbero essere rimesse a disposizione attraverso interventi di ristrutturazione e rigenerazione urbana. Parallelamente, il governo punta a incentivare nuove costruzioni con formule come l’housing sociale e il “rent to buy”, per facilitare l’accesso alla proprietà. Il piano prevede anche una maggiore semplificazione delle procedure edilizie e incentivi agli investimenti privati, con l’idea di accelerare i tempi di realizzazione e ampliare l’offerta abitativa. Sullo sfondo, resta il nodo dell’aumento dei costi di affitto e dell’acquisto delle case, considerato uno dei problemi sociali più urgenti.
Il “Piano Casa” viene quindi presentato come una strategia strutturale per affrontare il disagio abitativo, combinando intervento pubblico e partecipazione del settore privato in un unico disegno di lungo periodo con la riqualificazione di migliaia di case popolari vuote o degradate, con l’obiettivo di rimetterle sul mercato per famiglie in difficoltà. Verranno costruiti nuovi alloggi di edilizia sociale per aumentare l’offerta abitativa a prezzi calmierati, destinati soprattutto a giovani e nuclei familiari.
Il governo punta a incentivare investimenti privati nella costruzione di case, con formule miste pubblico-privato e obblighi di quote a canone ridotto. Si rafforzano, inoltre, i modelli che permettono di affittare una casa con possibilità di acquisto finale, facilitando l’accesso alla proprietà. Prevista la riduzione dei tempi e delle procedure per autorizzazioni edilizie e interventi di costruzione o ristrutturazione. Nuovi fondi vengono stanziati come sostegno economico per l’acquisto della prima casa e per categorie fragili.
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