Detto da Elly
Schlein, ultima lagna ipocrita e smemorata: “La cultura sia indipendente e la Rai si liberi dai partiti”
Non ci si crede: Elly Schlein vuole liberare il mondo della cultura e la Rai dall’influenza dei partiti. Lo dice in una lunare intervista alla Stampa la segretaria del Pd, ex Ds, Pds, Pci. Proprio la segretaria di un partito che per decine di anni ha rivendicato la lottizzazione anche degli sgabelli di viale Mazzini, che nel mondo della cultura e delle istituzioni pubbliche ha fatto prevalere l’appartenenza, lancia l’appello alla libertà e all’indipendenza.
Elly la smemorata di Torino
La cultura dovrebbe essere “libera e indipendente: il governo la vive come un luogo da occupare, per spartire posti di potere e piazzare poltrone agli amici e fedelissimi. Cambiano i ministri, ma non questa volontà, senza guardare alla realtà e senza portare a risultati”. Così la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, in un colloquio con La Stampa, come fosse una marziana arrivata in Italia da pochi anni. Lo stesso partito che ha gestito la Rai con i suoi dirigenti e i suoi referenti per anni, avendo addirittura una sua rete di riferimento, Rai 3 e un telegiornale (il tg3) che veniva ironicamente chiamato TeleKabul, per il suo allineamento alle posizioni di Botteghe Oscure.
Dal salone del libro di Torino Schlein lancia il suo manifesto
La smemorata leader dem parla anche dei dati “di ascolto Rai” e dice: “Da tempo insistiamo su una riforma che la liberi dall’influenza della politica dei partiti: rischiamo una procedura di infrazione dall’Europa”. Ma la legge attuale è stata imposta proprio dal Pd, quando evidentemente non aveva questa sensibilità. Oppure, semplicemente, quando non era all’opposizione.
Allo stand del quotidiano al Salone del Libro di Torino Schlein rivela poi che la coalizione di centrosinistra si è già incontrata e “continuerà a farlo per mettere delle proposte unitarie, e sta andando bene”. “Siamo già riusciti a depositare una mozione di tutta l’alleanza progressista su temi di politica economica – aggiunge – e ora stiamo scrivendo su lavoro, politica industriale, scuola, sanità”.
“L’Europa deve fare gioco di squadra”, ma Pedro tradisce Elly
La segretaria del Pd sempre dallo stand attacca poi il piano casa: “Dieci miliardi? In realtà sono 970 milioni, così è scritto a decreto. E il fondo affitti? L’ha cancellato e mai rifinanziato”. E sull’Europa che per lei dovrebbe essere “più coraggiosa”: “Non possiamo aspettare che Trump perda le prossime elezioni. Dobbiamo superare veti, fare cooperazioni rafforzate e mettere in campo investimenti comuni: se no, saremo schiacciati dall’aggressività commerciale e militare che ci circonda. Nessuno si salva da solo”. Cominciasse intanto a dirlo al compagno Pedro Sanchez che, con la Spagna gioca la sua partita da battitore libero, infischiandosene dell’Europa.
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