«Adelante compañeros!»
L’«amico Pedro» tira un brutto scherzo a Elly: si mette di traverso alla candidatura di Martina alla Fao
La Spagna spinge per un proprio candidato. La vicenda crea imbarazzo al Nazareno, mettendo in luce l'irrilevanza del Pd. Fidanza: «Schlein dimostri di non essere subalterna e convinca Sanchez»
L’«amico Pedro» sta tirando un brutto scherzo a Elly Schlein: mentre lei si spertica pressoché quotidianamente in lodi e richiami a prenderlo come esempio, Sanchez si mette di traverso alla candidatura di Maurizio Martina, ex ministro ed ex segretario Pd, alla guida della Fao. La vicenda al Nazareno crea un notevole imbarazzo. E non c’è da stupirsi, intanto perché dimostra che la sbandierata amicizia con i socialisti spagnoli non è né tanto solida né tanto reciproca e poi perché accende un ulteriore faro sull’irrilevanza del Pd a livello europeo. Oltre a chiarire, una volta per tutte, che la sinistra italiana, sempre in cerca di una qualche sponda estera, è l’unica rimasta a mettere l’interesse di parte davanti all’interesse nazionale.
Sanchez si mette di traverso sulla candidatura di Martina alla Fao
Proprio in un’ottica di interesse nazionale, il governo italiano ha scelto di puntare sulla candidatura di Martina, mettendo da parte qualsiasi logica di appartenenza politica. «È importante capire che giochiamo tutti nella stessa squadra», ha ribadito il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, dopo un tentativo di Elly Schlein di uscire dalle difficoltà buttandola in polemica politica.
Martina attualmente è il vice direttore generale della Fao, dove si è distinto per qualità e competenza, guadagnandosi dunque anche le chance per la promozione a direttore generale. La Spagna, però, spinge per un proprio candidato, il ministro socialista dell’Agricoltura, Luis Planas, impuntandosi anche rispetto agli equilibri di una partita complessiva che vede a rinnovo anche i vertici del Pam e dell’Ifad, quel Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo guidato già dallo spagnolo Alvaro Lario, in pole per il bis.
L’Italia scrive alla presidenza di turno Ue
In questa cornice più ampia il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha scritto alla sua omologa di Cipro – Paese che ha la presidenza di turno dell’Ue – Maria Panayiotou, per avvertire che in seno all’Europa la Spagna non può fare man bassa delle maggiori agenzie agroalimentari internazionali.
L’imbarazzo di Schlein
L’imbarazzo di Schlein sulla vicenda è tutto sintetizzato nella dichiarazione che ha ritenuto di fare quando è esploso il caso, rispondendo alle domande dei cronisti a margine di un evento. «Il pieno sostegno l’ho già dato appena emersa la candidatura autorevole di Maurizio Martina. Noi stiamo facendo la nostra parte come Pd anche nell’interlocuzioni internazionali con tutti. Speriamo che anche il governo faccia la sua parte», ha detto la segretaria dem.
La partita per l’elezione alla Fao
Il problema è che, però, alla prova dei fatti sta venendo meno proprio la capacità del Pd di incidere. Una questione politica particolarmente scivolosa per un partito che a Bruxelles ha la rappresentanza più numerosa all’interno del gruppo parlamentare dei Socialisti europei, dove però si è già fatto scippare la presidenza proprio dagli spagnoli. Il governo di contro continua a muovere le proprie pedine, forte del peso internazionale maturato in questi anni di mandato: il tema sarebbe stato oggetto anche di un dialogo tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. Inoltre, l’Italia può contare sui Paesi africani interessati dal Piano Mattei. C’è però che la Spagna può far leva sui sudamericani e così, con due candidature europee forti (ce ne sarebbe anche una terza, quell’ex commissario Ue irlandese Phil Hogan) la partita per spostare i voti necessari all’interno dei 194 membri che eleggono il direttore generale della Fao rischia di complicarsi parecchio.
Lollobrigida: «Bisogna capire che giochiamo tutti nella stessa squadra»
È toccato ancora al ministro Lollobrigida ricordare che la candidatura di Martina è la più autorevole fra quelle emerse a livello europeo e che con lui non solo l’Italia, ma anche «l’Europa ha una grande occasione e farebbe bene a non sciuparla: numerose famiglie politiche europee, anche diverse da quelle che sostengono il governo Meloni, lo hanno riconosciuto, ed è interesse di tutti allargare il consenso sulla candidatura italiana». «Non è quindi il momento di fare polemica politica, ma è importante capire che stiamo giocando nella stessa squadra», ha aggiunto il ministro, sottolineando di trovare «incomprensibile la pretesa spagnola di voler esprimere due candidature nell’ambito delle agenzie delle Nazioni Unite che dovranno eleggere i vertici nel prossimo anno. Così facendo si mette a rischio non solo la possibilità di avere un europeo al vertice della Fao, ma anche al vertice dell’Ifad».
Fidanza: «Schlein dimostri di non essere subalterna: convinca Sanchez. Adelante compañeros!»
«Sarebbe fin troppo facile evidenziare il cortocircuito: un governo italiano di centrodestra che candida un ex segretario del Pd e l’idolo europeo del Pd, Pedro Sanchez, che gli sbarra la strada», ha commentato il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza. «Ma ciò che conta ora – ha sottolineato Fidanza – è che Elly Schlein, che ogni giorno si spertica in lodi a Sanchez e accusa Meloni di una inesistente subalternità a leader stranieri, dimostri di non essere, lei sì, subalterna a Sanchez e ai socialisti spagnoli, facendo ogni sforzo per far convergere anche la Spagna sulla candidatura di Martina». «L’Italia merita quel ruolo e ha in Martina un candidato autorevole: il governo Meloni lo sostiene con forza oltre ogni logica di appartenenza politica, ora – ha concluso l’esponente di FdI – spetta alla sinistra italiana fare la propria parte. Adelante compañeros!».
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