Fautori del caos
Sabotaggio alla ferrovia Verona-Brennero nel giorno del blocco del valico: indagini sugli eco-terroristi anarchici
Autostrada bloccata per la protesta ambientalista indetta dai comuni austriaci. Sul versante italiano situazione sotto controllo, ma l'incendio doloso alle centraline elettriche causa gravi disservizi alla circolazione dei treni
Un incendio doloso è stato appiccato nella notte ad alcune centraline della linea ferroviaria Verona-Brennero, causando gravissimi disservizi nel giorno in cui il valico è bloccato per la protesta ambientalista convocata sul versante austriaco. Trenitalia ha parlato di un «atto doloso da parte di ignoti che ha provocato danneggiamenti all’infrastruttura». Il sabotaggio, che ha provocato ritardi anche di 100 minuti, è avvenuto tra Peri e Dolcè, due Comuni veronesi al confine con il Trentino. Sul caso indagano Digos e Polfer, la pista che si segue è quella dell’ambiente degli eco-terroristi anarchici.
Il sabotaggio alla ferrovia Verona-Brennero e il blocco del valico
Il blocco totale del Brennero è stato organizzato in Tirolo, su iniziativa del sindaco di Gries am Brenner Karl Muehlsteiger, per protestare contro il rumore e l’inquinamento provocati dal passaggio dei camion e per «mandare un messaggio a Bruxelles e al governo federale di Vienna» sul tema, ha detto il sindaco. Il blocco è scattato alle 10.30, con stop a qualsiasi passaggio attraverso il valico fino alle 20. Ma i disagi si sono iniziati a registrare dalla vigilia con una coda arrivata a 14 chilometri sul versante austriaco a causa del traffico sviluppato da quanti si sono anticipati per non rischiare di non poter proprio passare a causa della manifestazione.
Il via libera austriaco alla manifestazione
A nulla è valso il pressing dei giorni scorsi del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, sul collega austriaco Peter Hanke, che in una lettera ha risposto sostenendo di avere difficoltà a intervenire per evitare i disagi provocati dalla manifestazione. Alla fine le autorità austriache hanno autorizzato il blocco dell’autostrada e il tribunale amministrativo regionale di Innsbruck ha ritenuto che la libertà di manifestare fosse un diritto prevalente da garantire.
Fugatti: «Una protesta dalle modalità inaccettabili»
«ll Brennero non è solo un passo, ma il cuore del corridoio alpino europeo: bloccarlo significa creare gravi disagi per imprese e automobilisti, sia in autostrada sia sulle strade provinciali. Pur garantendo il diritto a manifestare ed esprimere la propria opinione, le modalità di questa protesta sono inaccettabili», ha detto il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, spiegando che il Trentino ha attivato tutti i dispositivi necessari per tentare di attutire, per quanto possibile, i disagi.
Autostrade: «Situazione sotto controllo»
Autostrade ha fatto sapere che «sull’autostrada del Brennero la situazione è assolutamente sotto controllo, il traffico risulta contenuto, sia verso nord che verso sud», rivendicato l’efficacia del lavoro di organizzazione e prevenzione svolto in raccordo tra tutte le istituzioni del territorio.
La protesta contro il passaggio dei camion
Secondo i promotori, il traffico al Brennero sarebbe «insostenibile». I passaggi complessivi al valico sono quantificati in 14,4 milioni, quelli dei camion, secondo l’organizzazione per la mobilità austriaca Vcoe, lo scorso anno sono stati 2,4 milioni. Ma le alternative, come il passaggio dal valico del Tarvisio, sono più lunghe e in contrasto con gli indirizzi dell’Ue, dove vige il principio che qualsiasi divieto di transito per i veicoli pesanti rischierebbe di perturbare il traffico stradale all’interno dell’Unione. Sul caso c’è stata anche un pronunciamento della Corte di giustizia Ue, che nel 2023 ha sospeso un provvedimento austriaco che vietava la circolazione dei camion su un tratto di questa autostrada.
L’impatto economico delle limitazioni
L’impatto economico, inoltre, sarebbe enorme. Secondo le stime di Uniontrasporti, tra le limitazioni imposte dal Land Tirolo e i cantieri sul Ponte Lueg si parla già di un contraccolpo da 544 milioni di euro l’anno per il sistema produttivo e logistico italiano. «Il divieto di transito notturno riduce le potenzialità dell’infrastruttura di circa il 32%, quello del weekend del 16% e un ulteriore 2% è provocato da divieti specifici per alcuni mezzi pesanti e dal sistema di dosaggio del traffico», ha spiegato Uniontrasporti.