Risultati non confortanti
Putin fa i conti col malcontento popolare dopo la repressione di internet: lo sanno anche i sondaggisti del Cremlino
Vladimir Putin non è più il leader incensato dal popolo russo, ormai lo sanno persino i sondaggisti vicini al Cremlino. Dopo la stretta sull’utilizzo di internet, che ha portato all’impossibilità di utilizzare la rete mobile, diversi influencer, politici dissidenti e blogger che prima erano filo-militaristi hanno iniziato a lamentarsi delle politiche del Cremlino. L’ultima dimostrazione di ostilità nei confronti del presidente russo è arrivata dal suo storico braccio destro, Ilya Remalo, che su Telegram ha spiegato in diversi punti il motivo della sua opposizione a Putin. Gli istituti di sondaggi legati a Mosca hanno evidenziato che il tasso di approvazione verso il capo del Cremlino si è abbassato notevolmente, anche se il punto più basso è stato raggiunto nel corso dell’invasione ucraina nel 2022.
Putin fa i conti con il malcontento del popolo: lo sanno anche i sondaggisti vicini al Cremlino
Secondo il sondaggio della Fondazione per l’Opinione Pubblica (FOM), pubblicato il 1° maggio, il 73% delle persone approvano le azioni condotte dal Cremlino: si tratta della percentuale più bassa dall’inizio della guerra in Ucraina 4 anni fa, che aveva portato la statistica al 71%. Il Centro Russo per la Ricerca sull’Opinione Pubblica, a sua volta controllato dallo Stato, ha fatto presente che quasi un quarto dei russi non si fidano del presidente, segnando un altro record negativo dal 2022. Come ha spiegato il Kyiv independent, però, alcuni di questi risultati non vanno presi alla lettera, considerando la censura e l’onnipresente propaganda di guerra come affermano gli esperti. Alcuni sostengono che le statistiche abbiano a che vedere con altri argomenti, come la spaccatura che si è creata tra le fazioni “civili” e di “sicurezza” del governo a causa della repressione di internet.
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