"Nostalgia di P. Chigi"
Prodi prende a legnate il campo largo: “Chiunque potrebbe essere il Bertinotti che fa saltare tutto…”
“Sento nostalgia di palazzo Chigi”. Una minaccia? Romano Prodi in uno passaggio del suo intervento a Bologna lancia una serie di segnali. A questa nostalgia della presidenza del Consiglio si aggiungono legnate al Campo Largo, alla Schlein, al futuro della coalizione. Punture che aveva già dato in svariate occasioni. “Mi chiede se al centrosinistra serve un altro Prodi? No, ce ne vuole uno migliore. Il passato non si ripete, ma la battaglia politica è bella. Quando mi hanno segato alla Presidenza della Repubblica a me non piaceva fare il Presidente della Repubblica, ma il presidente del Consiglio. E confesso che quando passo da piazza Colonna ho ancora una certa nostalgia”.
Prodi: Palazzo Chigi, che nostalgia…
Ai ripari, signori. L’ex premier Romano Prodi, ha parlato diffusamente in occasione della masterclass con gli studenti dell’Università di Bologna: un evento organizzato dal Corriere della Sera per celebrare i 150 anni del quotidiano di via Solferino a Bologna. Prodi è stato intervistato dal giornalista Marco Ascione, rispondendo senza esitazioni sul centrosinistra: l’opposizione, dice, “non è pronta a offrire un’alternativa di governo. Prima di tutto perché non si sa con quale legge elettorale si va. Anche L’uninominale, aggiunge, è “l’unico sistema che salva la democrazia”. Anche oggi, per la cronaca, le interlocuzioni tra la maggioranza e l’opposizione sul sistema di voto segna il passo. Incagliato per lo più sulla questione del premio di maggioranza.
“Tuti potrebbero essere il Bertinotti che fa saltare tutto…”
Quindi Prodi avverte i dirigenti del Campo largo, sperando che si torni a un sistema completamente uninominale, mentre allo stato attuale delle cose – dice- “i dirigenti dei partiti parlano solo tra di loro e non c’è grande dialogo con il Paese per stabilire insieme il programma”. E a proposito di “nostalgie di palazzo” e mancati programmi arriva la critica più dura: “Io ho fatto un anno in giro per l’Italia con un pullman scassato. Questo bisogna fare, altrimenti ci si ripiega sempre su se stessi”. Domanda: chi può essere oggi il Fausto Bertinotti che fa saltare il campo largo? Risposta esilarante di Prodi: “Se non c’è un accordo serio e preventivo, tutti“, osserva in maniera caustica. Poi altra legnata sulle primarie:
“Prima il programma, poi le primarie”. Avvertimento a Conte
“Io non sono d’accordo con le primarie prima del programma”. Condizione che aveva spesso posto in precedenza. E spiega il guazzabuglio: “Come fai a farla se non sai cosa vuoi fare sull’Ucraina, su Hormuz o sull’età della pensione? Le primarie si fanno su un programma comune e su chi lo può realizzare meglio: questo è serio. Altrimenti si possono anche fare le primarie tra Elly Schelin e Giorgia Meloni, se un programma non ce l’hai”, dice ironicamente.
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