Report Fipe-Confcommercio
Pizza Margherita, tiramisù e spritz: così l’Italia conquista i palati del mondo
In vista della Giornata della ristorazione gli amanti della cucina italiana di sette diversi Paesi smentiscono i cliché: della tradizione culinaria nazionale piace il dolce e il salato
Pizza Margherita regina indiscussa, ma la vera sorpresa è il tiramisù, che supera pasta e primi piatti tra le specialità italiane più amate all’estero. A completare il podio c’è lo Spritz, ormai simbolo internazionale dell’aperitivo italiano. È quanto emerge dal report “The Italian Table Abroad” presentato da Fipe-Confcommercio e realizzato in collaborazione con Sociometrica. Il 16 maggio la giornata della Ristorazione L’occasione è la vigilia della Giornata della Ristorazione, approvata dal Parlamento lo scorso 30 aprile in via definitiva e che gli italiani di tutto il mondo celebreranno il prossimo 16 maggio. Una istituzione ufficiale accolta con entusiasmo proprio da Confcommercio che aveva parlato di «grande soddisfazione per un riconoscimento atteso e meritato che finalmente sancisce per legge il valore di un settore simbolo dell’identità italiana».
Ristoranti italiani all’estero, una rete diffusa
Questo perché i ristoranti italiani all’estero rappresentano un settore economico, ma non solo, sono una rete diffusa di luoghi, insegne, cucine, menù, rituali e atmosfere che ogni giorno producono immagine, reputazione e desiderio d’Italia, e dunque rafforzano l’identità enogastronomica dell’Italia. Una realtà suggellata a livello globale dopo il recente riconoscimento della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco.
Ricerca che ha coinvolto quasi 1500 ristoranti
La ricerca ha voluto misurare questa realtà per la prima volta con un impianto sistematico, comparabile e fondato su una enorme base dati in ben 1.486 ristoranti italiani, su un totale di 8.960 locali, di dieci grandi città europee: Parigi, Londra, Barcellona, Vienna, Amsterdam, Bruxelles, Monaco di Baviera, Lione, Berlino e Marsiglia, in sette Paesi diversi.
Superati i cliché: l’Italia piace dolce e salata
E l’esito del report conferma e allo stesso tempo smentisce i cliché sui piatti più amati della cucina italiana nel mondo. Perché se da un lato la pizza Margherita si conferma regina, i palati occidentali accantonano la pasta e il salato per mettere sul secondo gradino del podio il dolce Tiramisù, seguito da una delle bevande più apprezzate dagli italiani, diventata ormai l’emblema di ogni aperitivo che si rispetti: lo Spritz.
Prodotti di qualità e autentici
E dallo studio emergono risultati più che confortanti sulla qualità e sulla autenticità dei locali italiani. Infatti, in base ad un’analisi dettagliata di nomi, indirizzi, tipologie, menù, prezzi, rating, recensioni, piatti e persino ingredienti, il rating medio dei ristoranti analizzati è 8,95 su 10, mentre il prezzo medio del piatto principale è di 30,30 euro. La cucina italiana mantiene quindi un posizionamento di forte accessibilità e con livelli di apprezzamento molto elevati.
A Londra e Parigi vincono le identità regionali
Londra e Parigi guidano la classifica dell’Autenticità, segnalando che nei mercati più sofisticati la ristorazione italiana tende a specializzarsi maggiormente e a valorizzare le identità regionali. Sul piano delle tipologie, la pizzeria si conferma il format più presente e più replicabile: 345 locali, prezzo medio inferiore alla media generale e Indice di Valore pari a 12,5.
L’osteria, pur numericamente marginale, raggiunge il valore più alto, con un Indice di valore di 13,3 e un rating medio di 9,21. Ed è Londra a figurare come la città con miglior Indice di Autenticità 9,2, mentre Parigi è in vetta alla classifica come città europea con il maggior numero di ristoranti italiani analizzati, 532, ma Lione ha il profilo di offerta più coerente e fedele alla tradizione. Ogni città ha sviluppato un’identità gastronomica italiana propria: Londra privilegia la cucina territoriale, Monaco e Berlino la cultura del caffè, Barcellona la Carbonara, Vienna la varietà delle pizze.
Parigi e Marsiglia detengono il volume più elevato di recensioni
La scelta di queste dieci città si spiega come maggiormente rappresentativa dei principali bacini di consumatori internazionali, le capitali della moda e del turismo d’alto profilo, le città dove il posizionamento di un prodotto, anche gastronomico, tende a diffondersi per emulazione in tutto il continente. Un indicatore spesso trascurato ma molto significativo è il volume medio di recensioni per ristorante. Parigi e Marsiglia guidano con rispettivamente 803 e 713 recensioni medie, un pubblico straordinariamente attivo e curioso. Londra e Berlino si attestano su valori molto più bassi (166 e 104), il che può influenzare la stabilità e l’affidabilità dei rating. La bassa densità di recensioni a Londra e Berlino non indica necessariamente una scarsa qualità — anzi, i rating medi sono tra i più alti. Suggerisce piuttosto una cultura della recensione diversa: il cliente anglosassone e tedesco tende a recensire meno frequentemente, ma quando lo fa è più selettivo e preciso.
Uno sguardo ai prezzi del menù
Quanto ai prezzi medi quasi il 70% dei ristoranti si colloca nella fascia 20-30 euro — il cuore del mercato. La coda alta è interessante: quasi il 5% dei ristoranti supera i 50 euro di media, configurando un segmento di alta cucina italiana esportata che compete con le gastronomie locali più blasonate. A Bruxelles e Monaco, in particolare, questo segmento è sovra-rappresentato rispetto alle altre città. l caso di Barcellona merita una riflessione a parte. prezzi molto bassi (22 euro) combinati con rating molto alti (9,05) producono il miglior Indice di valore assoluto tra le città analizzate. La spiegazione è culturale: a Barcellona vi è una grande presenza giovanile e una straordinaria presenza turistica, questo privilegia le pizzerie e le offerte più informali, ma di grande qualità. Anche i ristoranti propriamente detti hanno compreso questo e si sono posizionati come locali “da tutti i giorni” per cui sono stati premiati dal pubblico con fedeltà e apprezzamento.
La quarta giornata della Ristorazione
Con il voto di Palazzo Madama, l’istituzione della Giornata della Ristorazione entra ufficialmente nell’ordinamento italiano e come detto Fipe-Confcommercio ha risposto con grande soddisfazione al risultato normativo che ha visto la convergenza delle diverse forze politiche. Il provvedimento rappresenta infatti un passaggio importante, a ribadire che il ruolo centrale della ristorazione diventa finalmente legge dello Stato, per una festa che in attesa della legge è comunque giunta alla sua quarta edizione.
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