L’intervista
Perché l’attacco di Modena è una tragedia europea. Da Strasburgo parla Carlo Fidanza
Il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo attacca la sinistra: “Responsabile del clima di sottovalutazione generale e dell’immigrazionismo che ha alimentato il dramma delle seconde generazioni non integrate. Bisogna iniziare a dire la verità”
Politica - di Alice Carrazza - 19 Maggio 2026 alle 14:25
Oggi l’Europa sarà costretta ad ascoltare. Nell’emiciclo di Strasburgo, tra il brusio delle traduzioni simultanee, dossier che scorrono di mano in mano e riunioni lampo tra delegazioni, il caso Modena irrompe al centro del confronto politico dei Ventisette. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, affida al Secolo la linea dei conservatori: “L’Ue non può voltarsi dall’altra parte e non può avere la memoria corta”.
La tragedia di Modena è una tragedia europea
A spingere perché il tema arrivasse nell’emiciclo è stato il gruppo Ecr, che ieri ha chiesto un dibattito su “L’attacco contro i cittadini a Modena: proteggere gli spazi pubblici e prevenire la violenza nell’Ue”. La proposta è stata approvata con un ampio consenso — 355 voti favorevoli — portando sicurezza urbana, radicalizzazione e tutela degli spazi pubblici al centro dell’attenzione europea. Il confronto si svolgerà nel pomeriggio, ma il segnale politico è già arrivato.
Il ritorno della sicurezza nell’agenda Ue
Il punto, a Bruxelles, va oltre la cronaca italiana. Da anni l’Europa si confronta con una minaccia che cambia forma ma continua a colpire città, mercati, luoghi simbolici e spazi pubblici. Madrid nel 2004, Londra nel 2005, il Bataclan e Nizza in Francia, Bruxelles, Berlino con l’attacco al mercatino di Natale del 2016, fino a Vienna nel 2020: episodi diversi tra loro ma accomunati dalla matrice fondamentalista e dall’utilizzo di soggetti radicalizzati spesso già noti alle autorità.
Fidanza collega apertamente il caso Modena a quella lunga sequenza di attentati che ha “addolorato le nazioni dell’Unione” e segnato il vecchio continente negli ultimi vent’anni. “Quello di Modena è l’ennesimo attacco pianificato e attuato con modalità tipiche del terrorismo jihadista – spiega l’esponente di FdI – E, mentre emergono evidenze sempre maggiori di una personalità disturbata e inquinata da idee radicali, anti-occidentali e anti-cristiane, una cosa è certa: El Koudri ha tratto ispirazione da quegli attentati”.
Lo scontro politico sulle responsabilità
“Bisogna rafforzare i nostri anticorpi, reagire ai primi segnali di radicalizzazione, come nel caso di quelle e-mail del 2021 in cui l’assalitore minacciava l’università di Modena insultando i cristiani”, avverte Fidanza. Per il capogruppo, episodi di questo tipo dovrebbero far scattare immediatamente segnalazioni alle autorità di polizia nazionali ed comunitarie, con banche dati finalmente interoperabili e un ruolo più forte di Europol. “L’Europa affoga nel buonismo”, osserva, mentre soggetti “isolati o organizzati continuano a pianificare di colpire i suoi cittadini inermi”.
Il nodo delle seconde generazioni
Infine c’è l’affondo. La reazione della sinistra dopo i fatti drammatici dell’Emilia-Romagna, la sinistra ha scelto di concentrare il fuoco polemico contro il governo Meloni. Una reazione che, secondo Fidanza, nasce dalla volontà di “nascondere le proprie responsabilità”. L’eurodeputato punta il dito contro anni di sottovalutazione politica del fenomeno e contro “l’immigrazionismo che ha generato il dramma delle seconde generazioni non integrate”, sfociato — sostiene — “nella separatezza e nell’odio contro le nostre regole e i nostri valori”. Anche nelle ore successive al folle gesto sarebbe emersa una lettura “ideologica” dei fatti, sempre tesa a minimizzare la provenienza dell’assalitore, “le sue idee islamiste radicali, la non integrazione”. Ora, “bisogna cominciare a dire la verità”, conclude Fidanza, “se vogliamo imparare a difenderci”.
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