L'analisi
Padellaro: “La sinistra non è pronta a governare. Schlein e Conte non hanno ancora un’idea di futuro”
Come ha spiegato il fondatore del Fatto quotidiano, la sinistra ha difficoltà a restare unita e soprattutto ci sono discordanze anche sulla politica estera. Basti pensare al macrotema dell'Ucraina. Inoltre, se Schlein vuole governare, dovrà dimostrare di essere all'altezza di ricoprire il ruolo di Meloni
Antonio Padellaro, fondatore del Fatto quotidiano, ha scritto recentemente sulle pagine della testata diretta da Marco Travaglio che il “campo largo” non è pronto per governare. L’ha ribadito un’altra volta anche in un’intervista su Il Giornale, precisando che la sua intuizione è «una fotografia. I fatti separati dalle opinioni». Il punto è che «poche ore dopo la vittoria del No al referendum, Schlein dice: “Noi non chiederemo le dimissioni del governo. Vogliamo battere la destra alle elezioni politiche”». Neppure Giuseppe Conte ha osato chiedere le dimissioni della premier e tutto questo perché «non sono pronti. Stanno ancora discutendo se fare le primarie o no. Riflettendo sul possibile programma. Ma soprattutto non hanno ancora elaborato una idea di futuro».
Padellaro sferzala sinistra: «Non sono pronti a governare. Non basta scrivere un programma»
L’analisi di Padellaro diventa gradualmente più limpida: «Se ti poni come alternativa a un governo che dici sia pessimo e che abbia portato l’Italia al disastro, che non abbia combinato nulla, poi devi anche dire: bene, noi offriamo al paese un progetto per i prossimi 5 anni che si baserà su questi punti…». Il tempo che separa le sinistre dalle elezioni può essere proficuo per costituire un programma in contrapposizione al governo Meloni, ma «il problema è mettere insieme forze politiche che non siano solo la somma di Pd più 5 Stelle più Avs. Occorre un cemento che dia alla “alternativa” la possibilità non solo di nascere ma di durare». Insomma, l’unità d’intenti risulta essere il grattacapo più complesso. Per quanto riguarda la questione dei leader «la risolveranno. In un modo o nell’altro. In caso di primarie dovranno evitare la guerra fratricida». Sul programma, invece, «non basta scriverlo. Bisogna ci sia accordo su alcuni punti chiave. Per esempio welfare, guerra, immigrazione».
Il tema dell’immigrazione
Il fondatore del Fatto ha spiegato che nel caso del “Piano Albania” è facile dire che sia un fallimento, ma «vorrei sapere cosa faranno per gestire il fenomeno dell’immigrazione irregolare. Secondo lei sanno cosa fare?». La prima idea dell’intervistatrice, Hoara Borselli, è stata la politica estera. Ma come ha fatto notare l’interlocutore «anche lì ci sono anime ben diverse». Basti pensare al tema dell’Ucraina: «Continueranno ad appoggiarla oppure no? Gli daranno le armi oppure no?». Quanto alla presenza di Silvia Salis come leader unitaria, oltre che intralcio per Schlein e Conte, Padellaro non ha dubbi: «Non sarebbe accettata dall’elettorato». Inoltre, l’ipotesi di un governo centrista resta molto lontana: «Non ci sono i numeri. In Italia esiste il bipolarismo di fatto».
Il piano della sinistra è tenere Meloni al governo
Meloni resta quindi una personalità importante, visto che «è necessaria alla maggioranza, ma paradossalmente anche all’opposizione che vuole tenerla a Palazzo Chigi». Schlein e Conte, nel caso di vittoria, si daranno battaglia, dal momento che il secondo ha un vantaggio: «lui il presidente l’ha fatto», mentre lei «deve dimostrare di esserne capace».
Ultima notizia
La finale il 16 maggio
Eurovision 2026, boom social per Sal Da Vinci: “Per sempre sì” fa ballare tutta Vienna
Cronaca - di Marcello Di Vito