La figuraccia
Offese ai disabili per attaccare la Meloni, Giannini come Ranucci: scuse tardive dopo la figuraccia…
La gaffe, le accuse dei disabili, la triste ricerca di scuse umili e poco convinte. A sinistra è Massimo Giannini, dopo il paragone tra il governo Meloni e chi sta in sedie a rotelle, a imitare Sigfrido Ranuzzi nella pratica del cospargimento di cenere sul capo, che aveva annunciato il conduttore di “Report” dopo la figuraccia delle accuse (con minaccia di querela) al ministro Nordio sul caso Minetti.
Le scuse di Massimo Giannini sulla gaffe con i disabili
I toni di Giannini, contestato dalle associazione dei disabili per quella infelice metafora politica, sono in stile Ranucci, umili ma poco assertivi. La teoria è sempre la stessa: è stato frainteso… “Mi scuso se qualcuno si è sentito offeso…”. Ma…
“Apprendo con sorpresa e amarezza di una polemica che mi riguarda, a proposito di una mia frase pronunciata a diMartedi, su La7. Chiunque la riascoltasse, può rendersi conto che, parlando dell’azione del governo rispetto alle emergenze del Paese, sono partito dall’accostamento fatto da Luca e Paolo tra ‘longevità’ e ‘immobilità’. Il mio ragionamento sulla vecchiaia, e sulla qualità della vita di chi attraversa quella stagione, non presupponeva in alcun modo un giudizio di disvalore nei confronti delle persone, in qualunque condizione si trovino”, precisa l’editorialista di Repubblica.
La risposta alla ministra per la Disabilità Locatelli
Tra i critici, anche la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. “Per capirlo – spiega il giornalista – basta ascoltare le mie parole, senza l’autotune del pregiudizio politico e ideologico, che invece usano a piene mani gli agit-prop del governo, col supporto dei soliti gazzettieri di complemento. Che la mia riflessione venga trasformata in un insulto ai disabili, o addirittura in un inno implicito all’eugenetica, qualifica solo chi ha voluto declinarla in questo modo”. “Se qualcuno in ogni caso si è sentito offeso, me ne scuso”, sottolinea ancora. “Ma vorrei che fosse chiara la strumentalità di certe accuse. Conosco la vera disabilità, anche per ragioni familiari. E il peso che ne porto, sul cuore e sulla coscienza, non mi consentirebbe mai di mancare di rispetto a chi la vive ogni giorno, con dolore e con amore”, conclude Giannini.
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