Il giornalista del Domani
Nello Trocchia come Saviano: avrà la scorta dopo le minacce del “Gattino”. Il provvedimento del Viminale
Il Ministero dell’Interno ha deciso di assegnare la scorta al giornalista del Domani Nello Trocchia, da anni impegnato in inchieste su criminalità organizzata, narcotraffico e intrecci tra clan e poteri economici.
La misura è arrivata dopo una serie di minacce e intimidazioni ricevute dal cronista, finite anche all’attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Roma.
Trocchia è noto per le sue inchieste sui clan campani e sul traffico internazionale di droga. Tra le minacce ricevute figurano messaggi provenienti da ambienti criminali e ultras. In particolare viene citato Walter Domizi, noto negli ambienti della mala romana col soprannome di “Gattino”, già condannato per traffico di droga, che sui social aveva scritto: “Devi morì”.
Walter Domizi detto “Gattino”: chi è il narcos romano legato ai clan della Capitale
Walter Domizi, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “Gattino”, è considerato dagli investigatori uno storico narcotrafficante romano attivo soprattutto nelle zone di Primavalle, Casalotti e Ottavia. Negli anni il suo nome è comparso in numerose inchieste sul traffico internazionale di cocaina tra Spagna e Italia.
Il profilo criminale
Secondo diverse ricostruzioni giudiziarie, Domizi sarebbe stato uno dei capi di una rete dedita all’importazione di ingenti quantitativi di droga dal Sud America attraverso la Spagna. Nel 2010 l’operazione “Coca Rent” dei carabinieri portò al sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro tra ville, società immobiliari e auto di lusso riconducibili al narcotrafficante romano.
Nel processo legato all’inchiesta, Domizi venne condannato a 18 anni di carcere per traffico internazionale di cocaina e associazione criminale. Gli investigatori lo descrivevano come uno dei principali broker della droga nella Capitale. 
I legami con la criminalità romana
Il “Gattino” è anche zio di Leandro Bennato, altro nome noto del narcotraffico romano, ritenuto vicino agli ambienti criminali legati alla guerra tra gruppi rivali dopo l’omicidio dell’ultras laziale Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”.
Negli ultimi mesi il nome di Walter Domizi è tornato d’attualità dopo le minacce rivolte al giornalista di Domani Nello Trocchia, autore di inchieste sulla criminalità organizzata romana e sulla mafia albanese. Secondo quanto riportato da diverse testate, Domizi avrebbe commentato sui social con messaggi intimidatori contro il cronista.
Minacce anche dal clan Guarnera
Un altro episodio di minacce a Nello Trocchia riguarda Antonio Prestia, vicino al clan Guarnera, che avrebbe rivolto ulteriori intimidazioni al cronista. Tra i messaggi inviatigli: ‘Devi morì’, oppure ‘Giornalista terrorista. Tanto sai chi so, ognuno si sceglie il suo destino’ o ancora ‘Ce sentimo presto, infame’.
Nel suo messaggio pubblico, Trocchia ha ringraziato le istituzioni per la decisione presa ma ha ribadito la volontà di continuare il proprio lavoro: “Continuerò a raccontare storie e territori saccheggiati dai poteri criminali”. Il giornalista ha sottolineato come il suo impegno continuerà “a raccontare i fatti e andare lì dove succedono le cose”.
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