Rischio di una figuraccia
Milano, Sala vuole ospitare la conferenza dei sindaci “per la pace”. Ma dimentica i veri problemi sulla sicurezza
Politica - di Gabriele Caramelli - 12 Maggio 2026 alle 16:38
Con tutti i problemi che ha Milano, dall’inquinamento alla criminalità organizzata, la sinistra pensa a ospitare una Conferenza internazionale dei sindaci per la Pace. Ad appoggiare la richiesta, ovviamente, è stato il primo cittadino Giuseppe Sala, come se la non belligeranza tra i popoli dipendesse da chi ha il compito di amministrare una città. Come al solito, il sindaco del capoluogo lombardo preferisce appoggiare la discussione sui macrotemi internazionali, senza preoccuparsi di ciò che accade a poca distanza da lui.
Basti pensare agli scontri provocati dai pro-Pal il 22 settembre 2025 a Milano: quel giorno i manifestanti violenti hanno preso d’assalto persino la stazione centrale. Eppure Sala è stato capace di sostenere che «le nostre strade sono ancora piene di fascismo». Il sindaco milanese ha ritenuto che la proposta della giunta progressista rifletta «i valori su cui si fonda Milano, una città che accoglie, che apre e si apre al dialogo». Evidentemente ha scambiato il capoluogo lombardo per la Torre di Babele. Chissà che gran figurone farà la sua città ad esibire i mancati traguardi sulla sicurezza. O magari potrà portare i suoi colleghi a vedere l’ex centro sociale Leoncavallo, che per più di 30 anni ha occupato uno stabile abusivamente. Quanto ai monumenti del degrado c’è l’imbarazzo della scelta.
Milano, Sala vuole ospitare la conferenza dei “sindaci per la pace”. Ma dimentica la sicurezza
Beppe Sala ha precisato che nelle ultime settimane ha «più volte affermato che è doveroso mantenere viva la prospettiva della pace». Quest’ultima sarebbe «un percorso che va costruito giorno dopo giorno, anche attraverso il dialogo e il confronto con città, comunità e istituzioni di cui non sempre si condividono visioni e principi». Difficile condividere la scelta che ha avuto il comune lo scorso 6 luglio 2025, consentendo che circa 1300 musulmani si radunassero in piazza per il rito dell’Ashura. In quell’occasione, i musulmani sciiti si sono flagellati sulla piazza e hanno separato le donne, rigorosamente velate, dal corteo.
L’appello del primo cittadino: parla solo di pace e confronto
Poi il primo cittadino ha concluso con un appello piuttosto desueto: «Di fronte alla possibilità di farsi luogo del confronto, Milano deve continuare a fare quello che sa fare meglio, quando è all’altezza della sua storia: costruire ponti, relazioni concrete, anche difficili, capaci di tenere aperto il dialogo anche quando tutto spingerebbe verso la rottura». Non ha molto senso cercare intese laddove c’è chi non ne vuole, perché il rischio è quello di favorire chi vorrebbe monopolizzare e stravolgere l’ordine delle cose. Basti pensare a ciò che hanno fatto gli islamici in Piazza d’uomo a Capodanno 2024, insultando il Paese che li ha accolti con frasi inconfondibili, oltre che indelebili. Sala dovrebbe ricordare che la pace si costruisce attraverso il rispetto e le regole, ma soprattutto che l’ideologia integrazionista ha fallito troppe volte.
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