I dati Frontex
Migranti, altro che chiacchiere, l’Europa sposa la fermezza italiana e i flussi crollano: -40% in tutta la Ue. Vite salvate, trafficanti avvisati
Il modello lanciato da Roma funziona anche in Europa: l'agenzia Ue certifica il successo del cambio di passo impresso dal governo Meloni. Sbarchi giù e scafisti al palo: arrivi irregolari quasi dimezzati
Migranti, l’Europa sposa la fermezza italiana e i flussi crollano. Frontex: sbarchi calati in tutta le Ue del 40% e trafficanti nel mirino. I dati dell’agenzia dell’Unione Europea che monitora i flussi migratori e i movimenti alle frontiere esterne, lo ratificano a suon di cifre percentuali e raffronti con i precedenti: il modello italiano funziona anche in Ue, e la strategia di Roma applicata tra i Paesi partner dà i suoi frutti. e segna un passo avanti senza precedenti.
I flussi migratori irregolari verso l’Unione Europea registrano una battuta d’arresto senza precedenti. Secondo l’ultimo bollettino di Frontex, nei primi quattro mesi del 2026 gli arrivi di clandestini in tutto il territorio comunitario sono crollati del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato provvisorio che attesta a 28.500 gli ingressi complessivi, e che consolida il trend già virtuoso del 2025, chiuso con un incoraggiante meno 25%.
Migranti, il bilancio di Frontex: sbarchi giù del 40% in tutta la Ue
Il che, tradotto dalla mera matematica percentuale assevera al di là di asettici confronti numerici e speculazioni narrative, che la linea operativa attuata funziona: rafforza i confini e salva le vite di chi finisce in mano a trafficanti senza scrupoli. E allora, a dispetto delle letture ideologiche della stampa del mainstream e delle riletture di guru buonisti e detrattori a prescindere, che liquidano sbrigativamente il calo degli sbarchi irregolari legandolo solo alle condizioni meteo, l’agenzia europea fotografa l’efficacia di una strategia basata sul rigore della pianificazione e sulla cooperazione internazionale.
Difesa dei confini e accordi bilaterali con gli Stati di partenza: i punti forti della strategia italiana
Non a caso, stando al report in oggetto, il crollo più clamoroso si registra sulla rotta del Mediterraneo occidentale (Spagna), letteralmente svuotata del 78% del traffico, grazie al successo dei pattugliamenti e degli accordi bilaterali sottoscritti con i governi di Senegal, Mauritania e Gambia. Non solo. Perché segnali altrettanto netti arrivano anche dalla rotta del Mediterraneo centrale verso le coste italiane. La quale, pur rimanendo la più battuta, risulta essersi “prosciugata” del 45% rispetto al primo quadrimestre del 2025. A dimostrazione di come la fermezza nel contrasto agli scafisti stia portando risultati concreti.
Migranti, flussi e sbarchi in sensibile calo: tutti i dati e le rotte
Non solo. Stando ai dati risulta in calo anche la rotta greca (meno 32%) e quella terrestre dei Balcani (meno 19%). Le uniche eccezioni riguardano invece la rotta verso le Canarie (più 78%), dove le organizzazioni criminali cercano di aggirare i blocchi, e ancora sembrano farla franca. E comunque, al netto di rilievi, riscontri e successi acclarati nel segno dell’attendibilità della matematica percentuale tipica della statistica, Frontex invita comunque a non abbassare la guardia. La pressione alle frontiere potrebbe tornare a salire a causa della situazione “volatile” – per le turbolenze internazionali che scuotono il quadrante mediorientale e l’Africa – con migliaia di rifugiati che si sono spostati in Libano e che potrebbero tentare la via del mare verso Cipro.
Migranti e contrasto all’immigrazione clandestina: una questione di umanità
Ma non è solo questione di possibili vie di fuga e di tecniche di aggiramento di controlli e norme: perché il costo umano imposto dai trafficanti di uomini resta intollerabile, con oltre 1.200 vittime dall’inizio dell’anno. E – riporta il Corriere della sera citando Frontex – con «le reti criminali di trafficanti che continuano a inviare persone in traversate pericolose su imbarcazioni sovraffollate e non idonee alla navigazione, indipendentemente dalle condizioni». Insomma, c’è soprattutto una questione “umana” in ballo, rispetto alla quale la linea del rigore collima con quella della fermezza e della difesa dei confini esterni, inaugurata dall’Italia e progressivamente recepita, approvata e adottata da Bruxelles.
Una strategia che si conferma come l’unica via possibile per smantellare il business criminale a cui le Ong offrono il fianco, e delle reti di schiavisti continuamente all’opera…
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