A 50 anni dal sisma
Meloni: “Qui il migliore esempio di ricostruzione di sempre. I friuliani si rimboccarono le maniche per far rinascere la loro terra”
A mezzo secolo dal terremoto del Friuli l’Italia ricorda il dramma e la ricostruzione esemplare del territorio, modello per l’intera comunità. Ospiti d’eccezione alla seduta straordinaria del consiglio regionale che si è svolta a Gemona del Friuli (provincia di Udine), tra i comuni più colpiti dal sisma, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Era il 6 maggio 1976, quando alle 20,59, con epicentro a Majano del Friuli, la terra tremò per quasi un minuto sino a raggiungere il decimo grado della scala Mercalli. Le scosse devastarono il Friuli facendo sparire decine di paesi sotto le macerie. Ma il tempo del dolore – come ha sottolineato la premier – durò poco perché nei friulani prevalse subito “l’orgoglio dell’appartenenza e la volontà di reagire”.
Mattarella e Meloni in Friuli per i 50 anni dal terremoto
Cinquanta anni dopo, le bandiere tricolori sventolano lungo le vie e il centro blindato a Gemona del Friuli. Sulla facciata del Cinema Teatro Sociale, che ospita la seduta speciale del consiglio regionale, uno striscione con la scritta “Maggio 1976 – Maggio 2026. Gemona ed il Friuli ringraziano di cuore e non dimenticano. Benvenuto Presidente”. “Il modello Friuli è il miglior esempio di ricostruzione post sismica che l’Italia abbia conosciuto fino a oggi. Un modello fatto di intuizioni semplici eppur brillanti”. Così la premier Meloni durante la commemorazione. “I friulani decisero di ricostruire tutto dov’era e com’era. Decisero di custodire la propria identità. E di ricostruire, per quanto possibile, negli stessi luoghi tutto quello che il terremoto aveva distrutto o danneggiato. Un principio che ha consentito a questo territorio di non perdere la propria memoria e lo spirito della propria comunità”.
La premier: “Migliore esempio di ricostruzione post sismica fino a oggi”
E questo – sottolinea la presidente del Consiglio – fu possibile grazie a un’altra scelta decisiva e innovativa. Attribuire ai sindaci l’autonomia sugli interventi da fare, “pure all’interno di un processo di coordinamento che era gestito, e che è gestito, dallo Stato per stabilire le priorità”. In diversi passaggi mette in luce la peculiarità del modello Friuli. Fu una ricostruzione esemplare, che “si concluse rapidamente, senza sprechi, senza ruberie”. Il modello Friuli “nasceva da intuizioni semplici eppure brillanti. Molte portano la firma di un uomo che l’Italia annovera tra i propri servitori più capaci e lungimiranti. Giuseppe Zamberletti, al quale il governo di allora, il governo Moro, non aveva esattamente attribuito un compito facile, come quello di commissario per l’emergenza”. Meloni ricorda il sistema ideato da Zamberletti che ha gettato le basi del sistema italiano di Protezione Civile. “Che noi conosciamo oggi e del quale tutti andiamo fieri. Un sistema all’avanguardia, che è diventato anche oggi, nei nuovi scenari di crisi, un punto di riferimento assoluto anche a livello internazionale”.
“Non c’era tempo per piangere, nei friulani prevalse l’orgoglio e lo spirito di comunità”
E ancora, ricordando, i giorni immediatamente successivi alla ferita: “Non c’era tempo per piangere. Non c’era tempo per commiserarsi: bisognava agire, reagire. I friulani decisero di sfidare l’orco. Si rimboccarono le maniche, si misero al lavoro. Decisero che avrebbero fatto rinascere questa terra dalle macerie che l’avevano sfigurata”. Erano pronti a fare da soli – aggiunge Meloni – ma non furono lasciati soli. “Il popolo italiano riversò su queste montagne e in queste valli un’ondata di solidarietà mai vista prima. Centinaia di migliaia di volontari arrivarono da ogni parte della Penisola”.
Mattarella: il concetto di resilienza è nato qui
Raccogliendo l’appello del governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, Meloni sottolinea che “ci sono storie che formano la coscienza di un popolo, che formano la sua forza, che formano il suo senso di appartenenza. È la cosa più importante che noi abbiamo da tramandare ai nostri figli”. Prima della seduta straordinaria il presidente Mattarella, insieme alla premier, ha deposto una corona di fiori al cimitero di Gemona del Friuli, in ricordo delle quasi mille vittime. “Viene da pensare che il concetto di resilienza sia nato qui, trovi la sua radice in questa terra. Dal modo con il quale i friulani hanno reagito all”Orcolat’, l’orco evocato dalle leggende locali. Con la tenacia, con il lavoro, con l’impegno delle comunità”.
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