Azerbaigian
Meloni in “missione” per l’energia. E in settimana arriva a Roma Marco Rubio per il disgelo Usa-Italia
Arriva a Yerevan nella serata di oggi, Giorgia Meloni, per partecipare all’ottava riunione della Comunità Politica Europea, in programma domani nella capitale armena, prima tappa di una missione che la porterà poi a Baku, Azerbaigian, snodo cruciale della strategia energetica italiana in un contesto internazionale sempre più instabile. Sullo sfondo, la crisi iraniana e il confronto con Washington, che si è inserito (dopo un iniziale idillio) tra i temi sensibili dell’agenda del governo italiano.
Meloni in missione energia, in settimana Rubio a Roma
Si apre anche la settimana del possibile “disgelo” tra Usa e Italia. In occasione della visita del segretario di Stato americano a Roma, Marco Rubio, anticipata dal ‘Corriere della Sera’, si sta infatti lavorando per organizzare un faccia a faccia. La missione di Rubio al momento prevede per giovedì prossimo l’incontro in Vaticano prima con Papa Leone XIV e poi con il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin. Fissato invece per venerdì il pranzo di lavoro con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa, Guido Crosetto. Un possibile slot per il bilaterale sarebbe al mattino, prima dell’incontro di Rubio con i due ministri e della partenza della presidente del Consiglio, attesa alle 17.30 alla Triennale di Milano per partecipare a una iniziativa di Confagricoltura. Il tour di incontri del segretario di Stato americano sarà certamente all’insegna del ‘disgelo’ delle relazioni bilaterali, non solo col Vaticano ma anche col governo.
La riunione della Cpe con la premier
La riunione della Cpe, istituita nel 2022 e oggi forum informale che riunisce 47 Paesi europei, si svolgerà sotto il titolo “Building the Future: Unity and Stability in Europe”. I lavori si apriranno con una cerimonia ufficiale in mattinata, seguita dalla sessione plenaria con gli interventi del premier armeno Nikol Pashinyan, del presidente del Consiglio europeo António Costa, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del primo ministro canadese Mark Carney. Ed è proprio la presenza di Ottawa a fornire uno degli spunti più rilevanti del vertice. Per la prima volta il Canada partecipa come ospite esterno: un debutto dal forte valore simbolico, che segnala un progressivo avvicinamento del Paese nordamericano all’Europa, maturato anche alla luce delle tensioni con l’amministrazione di Donald Trump.
A Yerevan, la premier italiana parteciperà anche – a margine del vertice – alla seconda riunione della Coalizione europea contro le droghe, co-presieduta con il presidente francese Emmanuel Macron. L’iniziativa, spiegano fonti italiane, punta a rafforzare la cooperazione internazionale nella lotta al narcotraffico, agendo su tre direttrici: contrasto ai traffici, lotta ai flussi finanziari illeciti e potenziamento delle politiche di prevenzione.ù
A Baku con l’obiettivo di reperire risorse energetiche
Ma è la seconda tappa del viaggio, a Baku, il cuore della missione di Meloni. L’Azerbaigian rappresenta infatti uno dei pilastri della sicurezza energetica italiana: è il secondo fornitore di petrolio e gas, coprendo rispettivamente il 17% e il 16% del fabbisogno nazionale. Secondo quanto si apprende da fonti italiane, dal 2020 al 2025 circa 45 miliardi di metri cubi di gas sono arrivati in Italia attraverso il Corridoio meridionale, di cui il Trans-Adriatic Pipeline (Tap) costituisce il tratto finale. La visita, su invito del presidente Ilham Aliyev, si inserisce nella più ampia strategia del governo per proteggere famiglie e imprese da shock esterni, in una fase segnata dalla guerra in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz. Una crisi che mette sotto pressione le catene di approvvigionamento e accresce il valore geopolitico dei partner energetici alternativi.
A Baku, Meloni discuterà con Aliyev del rafforzamento del partenariato lungo tutta la filiera energetica e delle opportunità di investimento, anche in vista di un Business Forum previsto nella seconda metà dell’anno. Sul tavolo anche i principali dossier internazionali: dalla guerra in Ucraina alle tensioni con Teheran, fino al delicato processo di normalizzazione tra Azerbaigian e Armenia.
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