Legge elettorale, si cerca il dialogo: primi contatti ‘bilaterali’. Ma le sinistre fanno melina
Riforma elettorale, nessun passo indietro dalla maggioranza. Confermata la linea “aperturista” stabilita al vertice presieduto dalla premier Giorgia Meloni. Sì alla riforma ma senza chiusure pregiudiziali e campo aperto al dialogo con le opposizioni, che per ora fanno muro. Poche e spuntate le frecce nella faretra delle sinistre. Dal Pd con Francesco Boccia che dice sì soltanto a tavoli per parlare di salari a Nicola Fratoianni che ironizza sulle priorità del governo (“In un Paese dove aumentare le bollette è possibile che a Meloni non venga in mente di chiamarci per parlare di stipendi?”) mettendosi di traverso.
Legge elettorale, dalla maggioranza avanti tutta
Il centrodestra non molla, intenzionato a mettere mano alla legge elettorale in nome della stabilità. Prima una riunione dei capigruppo di maggioranza per fare il punto sulla riforma, poi i primi contatti telefonici con l’opposizione. Contatti confermati da fonti parlamentari del centrosinistra, che comunque ribadiscono le critiche alla proposta depositata dal centrodestra. Proposta – sottolinea nuovamente Giovanni Donzelli – che è suscettibile di modifiche e miglioramenti condivisi. “Niente è precostituito, siamo pronti a qualsiasi cambiamento, non c’è un pacchetto chiuso. Anzi, abbiamo fatto appelli e faremo tavoli mi auguro con l’opposizione per sentire le loro proposte”. Così il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, intervenendo nel corso delle audizioni in commissione Affari costituzionali della Camera. “Siamo pronti a riflettere su qualsiasi cosa, anche sui tetti”, ha spiegato rivolgendosi agli esperti per chiedere suggerimenti su “come arrivare a riforme per l’assetto istituzionale condiviso”. Non si esclude l’ipotesi di “due soglie massime di maggioranza diversificate tra Camera e Senato”.
Tajani: “Noi siamo pronti, se non vogliono discutere è una scelta loro”
Anche il ministro Antonio Tajani, in un punto stampa a Bratislava, ha sottolineato la piena disponibilità al dialogo della maggioranza. “Se poi non vogliono discutere è una scelta loro. L’abbiamo sempre detto, la legge elettorale va fatta insieme all’opposizione, il compito della maggioranza è quello di fare una proposta, poi sediamoci attorno a un tavolo e vediamo cosa vogliono fare. Altrimenti il No diventa pretestuoso”.
Primi contatti telefonici, ma le sinistre alzano il prezzo
Le sinistre per ora giocano a fare muro. Anche i centristi provano ad alzare il prezzo. ”Qui il problema non sono le priorità. La funzione del Parlamento è scritta in Costituzione. E non c’è scritto che devi assicurare la stabilità della maggioranza ma c’è scritto che devi rappresentare il popolo italiano. Loro vogliono fare una legge che schianti la rappresentatività, l’importante è che ci sia maggioranza di governo”. Così Matteo Richetti, capogruppo di Azione a Montecitorio. Anche Riccardo Magi di +Europa va all’attacco: “Se la maggioranza avesse voluto un confronto sulla legge elettorale l’avrebbe dovuto cercare prima di depositare una propria proposta in parlamento. Adesso si sono infilati in un vicolo cieco”.
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