Parla il ministro dell'Interno
L’attentatore di Modena scriveva contro i “bastardi cristiani”. Piantedosi: “Prematuro dire che Salim è solo un folle”
Salim, l’attentatore marocchino di Modena è solo un folle? «Sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante», avverte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’intervista a Gabriele Barberis del Giornale.
«È figlio di immigrati marocchini – sottolinea il responsabile del Viminale – nato a Bergamo, cittadino italiano, laureato. È un soggetto a cui è stato diagnosticato un disturbo schizoide della personalità e questo rende più complesso inquadrare la vicenda. Ha manifestato rancore e insoddisfazione per la propria condizione lavorativa e sociale. In una email indirizzata alla sua università ha proferito frasi contro i “bastardi cristiani” e altre espressioni blasfeme, per poi chiedere scusa. Potrebbe essere stato animato da un odio connesso al risentimento per aver ritenuto di aver subito discriminazioni. Allo stato degli atti, non ha dato segnali di radicalizzazione islamista strutturata, non risultando appartenente a reti di propaganda fondamentalista. Ma l’esatto inquadramento lo avremo quando gli inquirenti completeranno il loro lavoro».
Piantedosi ricorda inoltre che si tratta di «un’aggressione deliberata contro civili inermi, di una gravità assoluta, che pone interrogativi profondi sul disagio sociale, sull’integrazione e sui percorsi identitari di alcune seconde generazioni. Sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante».
Piantedosi: “La minaccia dei lupi solitari è la più difficile da prevenire”
Nella lunga intervista al Giornale, Piantedosi sottolinea anche che «la minaccia dei “lupi solitari” è oggi una delle più insidiose. Parliamo di individui che spesso si radicalizzano in solitudine, consumano propaganda online e colpiscono senza una struttura organizzata alle spalle. Questo rende molto più difficile prevenire ogni singolo gesto».
Le relazioni pericolose tra islamisti ed estremisti di sinistra
«Come ho avuto modo di sottolineare più volte – sottolinea il ministro dell’Interno – anche in Parlamento, esistono convergenze tra fondamentalismo islamico e frange antagoniste che, di volta in volta, cavalcano i temi della contemporaneità per promuovere strategie di destabilizzazione e di attacco alle istituzioni democratiche.
La lotta all’immigrazione irregolare resta una priorità
E sulle politiche migratorie del governo, Piantedosi ribadisce l’amara realtà dei numeri. «Purtroppo i dati dimostrano che una quota molto significativa dei reati è commessa da stranieri irregolari o da soggetti che vivono ai margini della legalità. La politica rigorosa contro l’immigrazione irregolare nasce soprattutto da una ragione di buon senso: gli arrivi devono essere sostenibili per i territori, altrimenti – conclude Piantedosi – i problemi sociali finiscono per superare i benefici».
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