Il grazie di Giorgia
La lezione di Luca Signorelli, eroe per caso di Modena: “Ho fatto vedere che l’Italia non è morta”
Luca Signorelli, l’eroe per caso che ha fermato il folle attentatore Salim El Koudri, evitando che la strage di Modena fosse ancora più cruenta rispetto al bilancio dei 7 feriti, è molto più dell’uomo del giorno.
Non è un caso, che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni siano accorsi l’indomani mattina all’ospedale del capoluogo modenese per tributargli il giusto riconoscimento.
Il lungo abbraccio di Giorgia a Luca Signorelli
Nel lungo abbraccio riservato da Meloni a Luca c’era più di un semplice gesto di gratitudine. Lo ha spiegato bene la stessa presidente del Consiglio in un toccante post social: «Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio. Gli eroi, in fondo – prosegue Meloni – non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi. Ed è proprio in quella scelta, così umana e così luminosa – conclude la premier – che una vita normale diventa esempio e lascia un segno destinato a restare. Grazie Luca».
Perché, al di là del suo gesto, Luca Signorelli non ha usato frasi di circostanza per motivare il suo atto eroico. «Ho fatto vedere che l’Italia non è morta», ha detto fuori dall’ospedale di Baggiovara, rispondendo ai reporter: «Mi era capitato di aiutare qualcuno – ha aggiunto Luca – ma non in questa situazione limite, come di un bombardamento, di un atto terroristico in una zona di guerra».
Un sentimento di gratitudine esploso in un’ovazione che la folla ha riservato alla prima uscita pubblica di Luca, che vale più di migliaia commenti e like social (che pure in queste ore si stanno moltiplicando in maniera esponenziale).
Medaglia all’egiziano Osama? Meglio la casa popolare
Peccato che, in un’occasione in cui il mondo politico dovrebbe parlare a una sola voce, la sinistra sollevi un imbarazzante polverone sulla proposta di medaglia al valore civile per Luca Signorelli. Il contrasto tra l’attentatore di origine marocchina e il 31enne italiano suona stridente alle orecchie della sinistra dello Ius soli e delle frontiere spalancate. Quindi, più di un esponente dell’opposizione si affretta a chiedere analoghe attestazioni di gratitudine anche agli altri intervenuti per neutralizzare l’attentatore. Quasi a voler bilanciare il contrasto tra l’italiano eroe e l’assalitore di origine straniera.
Le testate locali hanno individuato anche gli altri potenziali eroi “alternativi” a Luca: alcuni pakistani e due egiziani. Tra questi, c’è un muratore di 56 anni, da 30 in Italia. Si chiama Osama, nome perfetto per la contro-narrazione politicamente corretta. Ai cronisti ha detto però che non è interessato alla cittadinanza italiana né tantomeno a un’onorificenza. Nessun monologo su Ius soli o integrazione, ma solo una richiesta: “Il mio sogno è una casa popolare”. È l’altra faccia della medaglia (al valore).
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