Rispuntano le vecchie idee
La sinistra perde il pelo ma non la Patrimoniale. Fratoianni minaccioso: “Mica quella parola spaventa i nostri alleati?”
La sinistra perde il pelo, ma non il vizio. E appena si inizia a fare i conti con il programma da mettere giù per provare a creare un’alternativa alla destra, rispunta come una rondine a primavera la tassa patrimoniale. Il primo a parlarne, e non a caso al Manifesto, è Nicola Fratoianni, che si fa portavoce anche di tutti quegli opionion leader di sinistra, da Tomaso Montanari in su, che odiano le tanto amate Primarie che chiede Conte e che al contempo odiano anche la Meloni, i ricchi e chiunque la pensi diversamente da loro.
Sinistra e patrimoniale, inizia la campagna elettorale
“Condivido infine pienamente l’appello intellettuali, tra cui Nadia Urbinati e Tomaso Montanari, che ci chiede di non fare le primarie, perché le ritengono pericolose e divisive. Mi è ben chiaro il rischio che le primarie siano uno strumento non di costruzione ma di divisione, e che ci facciano perdere di vista l’obiettivo fondamentale che è costruire in modo chiaro l’asse politico della coalizione. Il premierato non c’è ancora, e noi ci batteremo perché non ci sia mai, faremmo bene a non essere culturalmente subalterni allo schema che ne sostiene la ratio, concentrare sempre di più il potere a favore dell’esecutivo”, dice Nicola Fratoianni di Avs in un’intervista al Manifesto. “Chi l’ha detto che una squadra sarebbe più debole di un leader? Io penso – conclude il leader rossoverde – che potrebbe essere perfino un elemento di forza. In ogni caso, ne discuteremo con gli alleati, e la decisione la prenderemo insieme”.
Poi si passa ai programmi. “Il punto è decidere cosa vogliamo fare se torneremo al governo. Battere le destre è un ottimo obiettivo, ma è solo la premessa. Per noi la stesura del programma non è un fatto burocratico, ma uno strumento per mobilitare larghe fasce di popolazione su un orizzonte di alternativa… Noi siamo pronti subito a sederci al tavolo, lo eravamo anche ieri. Il lavoro che stiamo facendo non vuole in alcun modo ritardare quello della coalizione. Anzi: ribadiamo l’invito a non perdere altro tempo. Per noi l’architrave dell’alternativa, quello che può accendere una speranza tra gli elettori, è il progetto per cambiare l’Italia, non la selezione della leadership”. Arriva la parolina magica. “La ricchezza è distribuita in modo sempre più diseguale, e questo ormai è un dato esplosivo, che non si può ignorare: la concentrazione delle ricchezza nelle mani di sempre meno persone mina la coesione sociale e sottrae risorse dove sarebbero necessarie per allargare i diritti, sostenere il welfare e la ricerca… Ci sono tante possibilità, noi diciamo una patrimoniale sulle grandi ricchezze, ma ci sono anche proposte che riguardano le successioni. La parola patrimoniale spaventa qualcuno? Siamo pronti a discutere con gli alleati delle possibili ricette, il tema è come correggere l’inaccettabile concentrazione della ricchezza”. Sì, spaventa molti. Gli italiani che hanno messo da parte qualche risparmio.
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