Modena
Koudri resterà in carcere con l’accusa di strage. Non risponde a giudici ma dà i codici di sblocco del cellulare
Cronaca - di Gloria Sabatini - 19 Maggio 2026 alle 18:55
Resterà in carcere Salim El Koudri, il 31enne di origini marocchine alla guida dell’auto che a tutta velocità ha falcidiato deliberatamente 8 persone (di cui quattro in gravi condizioni) nel centro di Modena in pieno giorno. Come ampiamente previsto il giudice per le indagini preliminari del capoluogo emiliano ha convalidato il fermo dell’uomo accusato di strage. Il magistrato ha disposto “che l’amministrazione penitenziaria sottoponga a un periodo di osservazione le condizioni psichiche dell’indagato. Con l’eventuale trasferimento presso Reparti all’uopo specializzati, da individuarsi a cura della medesima amministrazione”. Lo rende noto il procuratore Luca Masini.
Modena, confermato l’arresto per Koudri, accusato di strage
In mattinata il 31enne che ha gettato Modena nel panico ha scelto di non rispondere alle domande del gip durante l’udienza di convalida del fermo. Assistito dall’avvocato Fausto Gianelli, deve rispondere delle accuse di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello contestate dalla procura di Modena. Che incredibilmente non ha chiesto l’aggravante di terrorismo e neanche la premeditazione. Avvalorata quest’ultima dalle stesse dichiarazioni dell’uomo, nato a Bergamo e figlio di immigrati marocchini, che ha ieri ha detto di essere uscito di casa con il coltello convinto che sarebbe andato a morire ( “Sapevo che quel giorno morivo…”). Non ha parlato con i giudici ma ha affidato all’avvocato qualche parola e ha fornito i codici di sblocco del suo cellulare. Che potrà così essere analizzato per approfondire la personalità e il passato del giovane. Passato controverso caratterizzato da problemi psichici ma anche, come testimoniano alcune chat, da sentimenti di particolare rancore verso i cristiani.
Non risponde ai giudici e si mostra dispiaciuto
“Mi dispiace davvero che sia finita così…” È la frase che Salim El Koudr ha riferito al suo legale Fausto Gianelli dopo aver raccontato nuovamente la carambola che, la guida della sua auto, ha compiuto sabato scorso investendo la folla e ferendo 8 passanti. Alla notizia della convalida del fermo avrebbe detto “è giusto che io sia in carcere”.
Ha chiesto una Bibbia da leggere e un sacerdote
Ieri il legale, che sostiene la causa di una grave crisi psichiatrica come movente dell’attacco, ha ricostruito l’immagine di un ragazzo “con lo sguardo perso nel vuoto. Che annuisce o risponde a monosillabili o muovendo la testa. Quando gli ho chiesto dettagli su quanto accaduto, su lui che accelera, che colpisce i passanti non è stato in grado di rispondermi… Da lui non ho avuto nessuna risposta logica o coerente. A me non è sembrato lucido”. Attraverso il suo legale il 31enne avrebbe avanzato due richieste specifiche: avere in cella una Bibbia da leggere. Ma anche poter interloquire con un sacerdote cattolico. Conversione improvvisa? O strategia difensiva che, oltre sui disturbi psichiatrici mira a escludere moventi religiosi.
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