L’incontro a Roma
Italia-Ungheria, questione di feeling: intesa immediata tra Meloni e Magyar su migranti e “nuova” Ue
Il primo incontro a Palazzo Chigi tra la premier italiana e il nuovo leader ungherese segna una convergenza immediata su migranti, competitività europea e Balcani occidentali. Sul tavolo anche difesa, investimenti e il porto di Trieste
Questione di feeling, tra Italia e Ungheria, ieri con Orbàn, oggi con il suo successore. Nulla cambia, anzi, le prospettive lasciano intendere una fase di grande collaborazione su temi comuni. “Ho ricevuto questa mattina a Palazzo Chigi il primo ministro eletto dell’Ungheria, Péter Magyar, per un primo e proficuo confronto in vista del suo prossimo insediamento”. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie i social per fissare subito il tono del primo faccia a faccia con il leader conservatore che tra pochi giorni prenderà ufficialmente il posto di Viktor Orbán alla guida del governo ungherese.
A Palazzo Chigi, nel pieno di una fase di ridefinizione degli equilibri europei, il colloquio tra i due è servito soprattutto a misurare convergenze e margini di cooperazione. E il terreno su cui è emersa maggior intesa è stato quello dell’immigrazione clandestina.
Intesa immediata sui flussi migratori
“Italia e Ungheria condividono posizioni simili su molte questioni, che si tratti della lotta decisa contro l’immigrazione illegale, dell’adesione all’Unione Europea dei Paesi dei Balcani occidentali oppure del rafforzamento della competitività degli Stati membri”, ha scritto Magyar dopo l’incontro.
Il messaggio politico è chiaro. Budapest, pur entrando in una nuova fase dopo oltre un decennio di leadership orbániana, non sembra intenzionata a modificare l’approccio rigoroso sui confini esterni dell’Unione. Roma, dal canto suo, continua a spingere per una linea europea che privilegi controllo delle frontiere, accordi con i Paesi di transito e contenimento delle partenze. E sembra finalmente aver messo d’accordo i 27, come si è visto il 4 maggio scorso durante il summit della Comunità politica europea in Armenia. «Sappiamo che flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini. E, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati», aveva ribadito la premier.
Difesa, investimenti e Balcani
Il colloquio, durato circa quaranta minuti, ha toccato anche la cooperazione nel settore della difesa e gli attuali scenari di crisi internazionale. Nessun dettaglio operativo è stato reso pubblico, ma la scelta di inserire il tema nella comunicazione ufficiale segnala la volontà di mantenere un coordinamento stabile anche sul piano strategico.
Magyar ha inoltre rilanciato il dossier economico. “Ho invitato la presidente del Consiglio a compiere una visita in Ungheria e abbiamo concordato di sostenere il lavoro efficace degli investitori italiani e ungheresi, nonché il completamento quanto prima del porto di Trieste”.
Il riferimento è al centro logistico e portuale che Budapest sta sviluppando nel capoluogo giuliano per rafforzare il proprio accesso commerciale al Mediterraneo. Un progetto osservato con attenzione anche a Bruxelles, perché si colloca nella competizione strategica sulle grandi rotte logistiche e commerciali tra Europa e Asia, un terreno sul quale l’Italia si è già esposta in prima linea sostenendo l’India–Middle East–Europe Economic Corridor.
Il dopo-Orbán passa da Roma
Alla visita a Palazzo Chigi ha preso parte anche il consigliere diplomatico della premier, Fabrizio Saggio, incaricato di accogliere Magyar nel cortile del palazzo prima del colloquio con Meloni, secondo il protocollo riservato ai leader non ancora formalmente insediati. Nella delegazione ungherese figurava anche Anita Orbán, indicata come futura vicepremier e ministra degli Esteri.
Per il leader magiaro, la tappa romana rappresenta uno dei primi passaggi diplomatici della fase che accompagnerà il dopo-Orbán. Per il governo italiano, invece, il vertice è servito a testare la possibilità di mantenere saldo il rapporto costruito negli anni con l’Ungheria possa proseguire anche nella nuova stagione politica di Budapest.
Per ora, almeno sui dossier chiave dell’agenda europea, la risposta sembra arrivata già dal primo incontro. E indica una continuità politica che Bruxelles seguirà con attenzione nelle prossime settimane.
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