La nuova bozza d'accordo
Iran-Usa, Trump stringe e accelera sull’intesa: “Sono tosti, ma hanno accettato di non sviluppare né acquistare armi nucleari”
Trump vede vicina l'intesa con Teheran ma pretende tempi certi sul trasferimento delle scorte di uranio arricchito. La Casa Bianca: «Ci sarà un accordo»
Iran, Trump accelera anche se dice di «non avere fretta»… «Preferirei raggiungere un accordo» tra Iran e Usa «perché possiamo riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz al momento della firma. L’unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Loro hanno accettato questo». Dai microfoni di Fox News, il presidente americano fa il punto sulla trattativa in corso con Teheran commentando gli ultimi sviluppi nei negoziati.
Iran-Usa, Trump: «Accordo? Preferirei firmare ma non ho fretta»
Il braccio di ferro tra Usa e Iran sembra essere giunto a una svolta decisiva, sebbene condizionato da una serrata trattativa sui dettagli tecnici. Il numero uno della casa Bianca si è detto favorevole al raggiungimento di un accordo formale con Teheran, attratto dalla prospettiva di una immediata riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo internazionale. Tuttavia, la linea di Washington resta intransigente sul dossier atomico.
«È stato molto interessante. Inizialmente avevano detto: “Non svilupperemo un’arma nucleare”. Io ho risposto: “Bene, ma cosa succede se comprate un’arma nucleare?”. Così ora il testo dice: “Non svilupperemo, né acquisteremo in alcun modo un’arma militare nucleare”. È una grande differenza – ha affermato Trump –. Sono negoziatori molto tosti. E ci vuole molto tempo… Ma io non ho fretta».
Axios: chieste modifiche all’accordo sulla gestione dell’uranio arricchito e Hormuz
Dunque, il punto di svolta di guerra e negoziazione resta sempre il medesimo: la precondizione assoluta posta da Washington è l’assenza totale di armi nucleari: una clausola blindata nell’ultima bozza negoziale. Secondo indiscrezioni rilanciate da Axios, Trump ha però preteso modifiche rigide al memorandum preliminare. Esigendo un cronoprogramma tassativo e modalità stringenti per il trasferimento agli Stati Uniti delle scorte di uranio altamente arricchito ancora in possesso di Teheran.
Iran, Trump: «Hanno accettato di non sviluppare né acquistare armi nucleari»
La bozza dell’accordo prevede attualmente l’impegno iraniano a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e un periodo di 60 giorni per negoziare gli obblighi nucleari di Teheran e il destino del materiale fissile accumulato. Trump – riferisce una fonte e riporta l’Adnkronos – intende inserire indicazioni più precise sui tempi e sulle modalità con cui gli Stati Uniti acquisirebbero tale materiale. La Casa Bianca dunque continua comunque a dirsi fiduciosa sulla conclusione dell’intesa: «Ci sarà un accordo», ha dichiarato un alto funzionario, precisando che la finalizzazione potrebbe richiedere da pochi giorni a oltre una settimana.
E sul fronte bellico…
Non solo. Il tycoon ha fatto il punto anche sul fronte bellico, spiegando perché l’apparato militare convenzionale iraniano sia stato parzialmente risparmiato. «La loro marina è completamente distrutta, al 100%. La loro aeronautica è completamente distrutta, al 100%. Il loro esercito, invece, lo abbiamo in qualche modo lasciato stare, perché riteniamo che sia in una certa misura moderato».
Aggiungendo anche: «Abbiamo eliminato diverse figure della leadership e in realtà abbiamo lasciato stare il loro esercito. La gente sarà sorpresa nel sentirlo, perché nelle guerre sono stati commessi errori quando si è distrutto tutto e tutti, e poi ci si ritrova con un Paese che per 40 anni non riesce più a ricostruirsi – ha sottolineato il presidente Usa a Fox News –. Guardate cosa è successo con l’Iraq»…
Ancora un attacco a Papa Leone
Non solo. La pressione diplomatica americana si estende anche sul piano simbolico e dottrinale. Nelle stesse ore, infatti, Trump è tornato ad attaccare Papa Leone XIV tramite la piattaforma Truth Social, contestando i recenti appelli vaticani alla pace e alla distensione con la Repubblica Islamica. «Qualcuno spieghi al Papa che l’Iran non può avere l’arma nucleare», ha tuonato il leader americano. Insomma, se la svolta con l’Iran sembra imminente, i rapporti tra Washington e la Santa Sede, con Trump, continuano a registrare oscillazioni cicliche.