Re nudo e ex premier disarmato
Salario minimo, Conte spalle al muro in piazza, il j’accuse degli elettori: perché non lo avete fatto voi quando eravate al governo? (video)
Giuseppe Conte messo alle strette da una piazza inferocita sul salario minimo: cavallo di battaglia azzoppato che M5S e Pd provano a rimettere ciclicamente in corsa da quando c’è il governo di centrodestra ma che all’epoca degli esecutivi grillini Giuseppe ha tenuto nelle scuderie. E oggi che il tema torna ciclicamente d’attualità propagandistica Lino Ricchiuti di Fratelli d’Italia rilancia sui suoi canali social un video dalle immagini – e dalla recriminazioni veementi – che mostra l’ex premier incalzato dai cittadini sulle promesse mancate del Movimento 5 Stelle alla guida del Paese da Palazzo Chigi.
Salario minimo, Giuseppe Conte messo alle strette dalla piazza
«Quando eravate al governo potevate fare il salario minimo… Adesso siete bravi, adesso che non avete la maggioranza lo proponete?», urla un cittadino a Conte, sintetizzando in una sola frase il sentimento di frustrazione per una promessa che i grillini sbandierano oggi dall’opposizione, ma che non hanno mai tradotto in legge nei loro anni trascorsi al governo (esecutivo Draghi compreso).
Il video rilanciato sui social: la furia degli elettori investe Giuseppi
E come noto, ancora una volta immagini e parole dimostrano quanto la demagogia e la propaganda fine a se stessa abbaino le gambe corte. E come la corsa all’accaparramento dei consensi, se dopata e viziata, possa finire per schiantarsi contro il muro della consapevolezza popolare. O quanto meno, di quegli elettori che da tempo vedono, al di là degli orpelli mediatici, il “re nudo” ( o l’avvocato del popolo spogliato di argomentazioni valide da opporre alla contestazione di piazza).
«Salario minimo? Potevate farlo voi quando eravate al governo»
Perché, se è vero che Il Movimento 5 Stelle rivendica da tempo la paternità della misura – con proposte che risalgono al 2013 e i successivi disegni di legge voluti dall’ex ministro Nunzia Catalfo per agganciare la soglia ai 9 euro lordi l’ora – tuttavia, la retorica del “ridare dignità al lavoro” si scontra oggi con la memoria corta di una leadership che ha preferito concentrare il proprio capitale politico sul Reddito di cittadinanza, lasciando la tutela salariale chiusa nei cassetti delle scorsa legislature.
Re nudo e ex premier disarmato
Una contraddizione che ad oggi, e al netto di promesse non mantenute e rilanciate ad hoc, rischia di travolgere anche l’intera alleanza progressista. Proprio negli ultimi giorni, infatti, la segretaria del Pd Elly Schlein è tornata a insistere sulla necessità di blindare il “campo largo” attorno a battaglie condivise. E guarda un po’, indicando proprio nel salario minimo il fulcro programmatico dell’alternativa a Giorgia Meloni.
Ma le piazze reali (come il video di Giuseppi in difficoltà postato in basso dimostra), a volte, sanno essere molto meno accondiscendenti dei salotti televisivi o delle dirette social. E allora resta un dubbio: sollevato dagli stessi elettori. Quello che la misura rimanga per la sinistra un mero feticcio da campagna elettorale, destinato a restare sulla carta (lettera morta?) a un primo giro di boa del governo… (Sotto il video di Giuseppe Conte contestato dalla piazza postato da Lino Ricchiuti, FdI, sui suoi canali social).
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