Le indagini della Procura
Inchiesta sugli arbitri: nuove intercettazioni su Rocchi. Il nome “Giorgio” è una costante…
L'ex designatore arbitrale parlerebbe di un certo Giorgio: possibile riferimento al dirigente dell'Inter, Schenone
L’inchiesta sul sistema arbitrale italiano continua ad allargarsi e nelle ultime ore emergono nuovi dettagli sulle relazioni tra vertici arbitrali, dirigenti federali e rappresentanti dei club di Serie A. Al centro dell’indagine coordinata dalla Procura di Milano ci sarebbero alcune intercettazioni risalenti a poco più di un anno fa che coinvolgerebbero Gianluca Rocchi, designatore arbitrale attualmente autosospeso e indagato.
Le intercettazioni
Secondo quanto trapela dagli atti, gli investigatori starebbero analizzando conversazioni tra Rocchi e Riccardo Pinzani, ex referente della FIGC per i rapporti tra AIA e le società calcistiche. Sotto la lente anche alcuni contatti tra Rocchi e Andrea Butti, responsabile dell’ufficio Competizioni della Lega Serie A, che al momento non risulta indagato.
Le novità sono emerse durante le audizioni svolte ieri in Procura davanti agli uomini della Guardia di Finanza, coordinati dal pubblico ministero Maurizio Ascione. Nel corso della giornata sono stati ascoltati, come persone informate sui fatti, lo stesso Pinzani, Butti e il club referee manager della Lazio. Butti avrebbe risposto alle domande degli inquirenti per circa tre ore.
L’attesa di ascoltare Schenone, il dirigente dell’Inter
Gli inquirenti dovrebbero ascoltare a breve Giorgio Schenone, anche lui al momento non indagato, responsabile per l’Inter del rapporto con gli arbitri. Nelle intercettazioni di Rocchi comparirebbe più volte il nome, “Giorgio”.
L’audizione di Giorgio Schenone potrebbe ruotare attorno a una conversazione intercettata nell’aprile 2025 tra Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni. In quel dialogo, Rocchi avrebbe citato un certo “Giorgio” parlando di possibili pressioni legate alle designazioni arbitrali, considerate dagli inquirenti favorevoli o sfavorevoli all’Inter. Secondo il Pm Maurizio Ascione, il focus dell’indagine riguarda proprio il sospetto tentativo di orientare la scelta degli arbitri sulla base delle preferenze dei club.
L’inchiesta, avviata nell’autunno del 2024, non avrebbe però ancora permesso di identificare eventuali altri soggetti coinvolti nella presunta frode sportiva relativa alle due designazioni finite sotto osservazione.
Il cellullare di Rocchi non è stato sequestrato
Da quanto si apprende il cellullare di Gianluca Rocchi non è stato sequestrato. Nessuna perquisizione è stata fatta nei suoi confronti, mentre il mondo del calcio attende di sapere se siamo dinanzi a una bolla di sapone o a un vero e proprio scandalo.
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