Nel cuore della macchina bellica russa si anniderebbe un «sistema criminale» che s’ingrossa grazie alla carneficina dei soldati inviati al fronte. «Buongiorno, sono il padre di un militare disperso durante gli assalti suicidi del 102° reggimento»: esordisce così Anorin Aleksandr Igorevich in un videomessaggio rilanciato dal canale Telegram «Ne Zhdy Khoroshie Novosti» e diventato virale in Russia.
A far arrivare la denuncia di quest’uomo anche in Italia è stato Anton Sokol, analista geopolitico e youtuber, che ne ha scritto sulle colonne di Libero. Il meccanismo criminale descritto dal genitore si reggerebbe su un doppio livello: da un lato le perdite elevate al fronte, dall’altro il trattamento economico delle nuove reclute. Ogni volta che arrivano nuovi soldati, i vertici militari russi ne approfitterebbero per estorcere loro denaro, in particolare i premi di arruolamento.
Una dinamica che, nelle parole dell’uomo, trasformerebbe il ricambio continuo delle truppe in una fonte di guadagno, mentre chi si oppone a queste richieste rischia di essere destinato a missioni disperate e senza chance di ritorno. «L’interesse degli ufficiali, a partire dai comandanti di battaglione, è che i soldati continuino a morire», afferma Anorin.
I numeri citati dal padre del soldato disperso sono impressionanti. «Nel 102° reggimento, tra aprile dello scorso anno e maggio di quest’anno, sono morti o risultati dispersi circa 8mila assaltatori, senza alcun avanzamento significativo sul terreno». Tenendo conto che un reggimento è composto da circa mille soldati, significa quindi che l’organico è stato decimato e ricostituito per ben otto volte nel giro di un anno.
Dietro queste perdite, denuncia il genitore, si celerebbe un vero e proprio business della guerra. «Ammettendo che siano riusciti ad estorcere un milione di rubli anche a solo mille di questi 8mila soldati, si parla già di un miliardo di rubli (quasi 12 milioni di euro, ndr)», spiega. Un sistema che, a suo dire, coinvolgerebbe centinaia di reggimenti e brigate dispiegati sul fronte ucraino. Basta un semplice calcolo per comprendere il giro di soldi che ruoterebbe attorno al fenomeno: «Tanti da comprare l’intero Stato maggiore dell’esercito e l’amministrazione presidenziale».
Nel videomessaggio non mancano accuse dirette al Cremlino e a Vladimir Putin, ritenuto responsabile di aver «disonorato il Paese» e trascinato la Russia «sull’orlo della catastrofe». Sullo sfondo resta il dramma umano dei caduti abbandonati sul campo. Tra loro, forse, anche il figlio di Anorin.