La sentenza
Ikea “copia” il disegno di un tortellino a un’artista: condannata a risarcire l’illustratrice con più di settemila euro
Vittoria in tribunale per l’illustratrice e artista, Cristina Cati, che si occupa di commercializzare stampe, accessori e complementi d’arredo per la cucina. La donna ha trionfato in una causa contro Ikea, difesa da Lavinia Savini, avvocato ed esperta in diritto della proprietà intellettuale. La multinazionale svedese aveva preso una sua opera intitolata «Tortellino» senza consenso, per allestire il proprio negozio di Bologna-Casalecchio sul Reno. Ma alla fine è stata condannata a risarcire l’artista con 7.552 euro più gli interessi.
Artista bolognese vince una causa contro Ikea che aveva preso e modificato una foto senza consenso
La stessa Cristina Cati ha deciso di raccontare la vicenda al Corriere della Sera: «Tutto è iniziato nel lontano 2021, nel periodo di Natale. Una ragazza che mi segue su Instagram aveva visto la mia illustrazione da Ikea. Aveva pensato a una collaborazione tra me e Ikea e si era anche complimentata. Il problema, però, era che Ikea non aveva nessuna autorizzazione a usare la mia opera e nemmeno a modificarla come aveva fatto». Poi ha ribadito: «È stata la stessa ragazza ad accorgersene: le pareva strano che di una collaborazione così importante non ne avessi parlato e, guardando meglio le immagini, si era accorta che il mio nome non c’era. Si è quindi premurata di fare delle foto e di avvisarmi della cosa. Ovviamente, non avevo nessuna collaborazione attiva con Ikea».
Quando ha deciso di procedere per vie legali, «subito si è alzato il coro di voci che mi suggerivano di non farlo, che era impossibile andare contro l’Ikea e che non ne avrei ricavato nulla. Ma io mi sentivo di doverlo fare e non solo per una questione di risarcimento ma per difendere il mio lavoro». L’illustratice ha tenuto a precisare che «i lavori creativi, non solo le mie grafiche, sono impegni, dietro ci sono ore di lavoro. Dietro un’illustrazione ci sono idee, tentativi, tempo, studio, errori e correzioni. Ogni mia grafica nasce da un’idea originale, da una ricerca, da un linguaggio personale».
La testimonianza della donna e la sentenza
Come ha ricordato l’artista, ad inclinare la situazione c’era anche il fatto che Ikea avesse modificato le grafiche prese senza consenso: «Probabilmente hanno addirittura comprato la grafica, perché poi è stata stampata e ingrandita e ha mantenuto una buona definizione. Inoltre, una l’hanno messa su una di quelle stampe verticali, lunghe e strette, che si trovano da Ikea, con l’aggiunta in sovraimpressione della scritta “tortellini in brodo” e della relativa ricetta. La seconda, invece, è stata messa su un tagliere. E ovviamente hanno rimosso nome dell’autore e titolo originale».
Inoltre, Cati ha spiegato che nel primo periodo è stata inviata una lettera: «Intervenne subito l’avvocato con una lettera, una diffida. Da parte mia ci fu un tentativo di trovare un accordo amichevole, mentre da parte loro non c’è mai stata una apertura, una disponibilità. Se non una offerta, esigua, in denaro con l’intenzione di chiudere la questione». Alla fine si è arrivati a una sentenza, ora passata in giudicato e quindi non più impugnabile, totalmente a favore dell’autrice e in cui è stato riconosciuto che la grafica era una sua «opera d’ingegno» coperta quindi dalle leggi in materia. Ma non solo, perché le sono stati riconosciuti come violati i diritti d’autore, patrimoniali e morali.
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