La Procura apre un fascicolo
I delitti dell’Uno bianca a Bologna e le rivelazioni di Roberto Savi: “Pezzi dello Stato collaboravano con noi”
L'ex poliziotto a capo del gruppo che uccise 24 persone parla di rapporti con apparati deviati. Bugia o verità?
Roberto Savi, l’ex poliziotto a capo della banda della Uno bianca, che commise diverse rapine e uccise alcune persone a Bologna sul finire degli anni Ottanta, riapre il mistero. Nell’intervista con Francesca Fagnani alla trasmissione “Belve, Savi ha ipotizzato il coinvolgimento di pezzi dello Stato nella vicenda. e la Procura ha aperto un fascicolo.
24 morti e oltre cento rapine
In sette anni di attività, la banda ha compiuto 103 azioni criminali, tra cui rapine a mano armata ad uffici postali, banche, caselli autostradali e distributori di carburante. Insieme a Roberto Savi c’erano i fratelli Alberto (anche lui poliziotto) e Fabio e gli agenti di polizia Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli.
Le parole di Savi
Roberto Savi nel corso del programma, ha affermato che il gruppo era protetto dai servizi segreti e ha svolto omicidi su mandato, rompendo un silenzio trentennale. La Procura della Repubblica del capoluogo felsineo ha acquisito la registrazione della trasmissione aprendo un fascicolo.
Il sindaco Matteo Lepore, ha commentato l’intervista: “Di fronte alle gravi affermazioni di Roberto Savi voglio innanzitutto ribadire, a nome della comunità bolognese, la nostra sentita vicinanza ai familiari delle vittime, che giustamente si sentono colpiti dalle rivelazioni televisive di uno dei capi della Uno Bianca. Savi è responsabile di efferati delitti e la sua intervista è rilevatrice di un profilo criminale di massimo rilievo, che sicuramente non gode di immediata affidabilità. Tuttavia, di fronte alle sue dichiarazioni, che evocano presunte connivenze e coinvolgimenti di apparati dello Stato, riteniamo necessario promuovere ogni approfondimento possibile“.
Verità o pseudologia ?
Difficile capire se Roberto Savi abbia detto nuove verità o se si tratti di pseudologia fantastica. In tantissime occasioni, dalla mafia al terrorismo, il nome dello “Stato” e dei suoi apparati è stato spesso tirato in ballo, non arrivando mai però a stabilire con certezza di cosa si trattasse. La banda sottrasse all’epoca una cifra considerevole, due miliardi delle vecchie lire, agendo con ferocia inaudita ma contando soprattutto sul fatto che nessuno potesse sospettare di cinque poliziotti.
Chi chiedeva loro di uccidere innocenti e perché?
Savi e nemmeno Fagnani sono riusciti a farci capire una cosa. L’ex poliziotto ha detto: “Ci chiedevano di uccidere“. Ma qui non si tratta di Ustica, della stazione ferroviaria del 1980 o di altre stragi definite strategiche “della tensione”. Eravamo in un periodo lontano dalla guerra fredda e quelle 24 persone furono uccise in maniera spietata per fare soldi. Senza che quelle azioni avessero una conseguenza politica.
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