Allarme contagio
Hantavirus, è il topo colilargo il nuovo incubo. I tiktoker sfidano il contagio: “E’ così carino” (video)
Cronaca - di Luca Maurelli - 14 Maggio 2026 alle 15:57
Si chiama topo colilargo, nome scientifico “Oligoryzomys longicaudatus” (in spagnolo colilargo, letteralmente “dalla coda lunga”) ed è un roditore selvatico di colore marrone chiaro che vive in Cile e nell’Argentina meridionale. Pesa meno di 30 grammi, ha orecchie piccole, occhi grandi e adatti alla vita notturna, e una coda che può essere lunga il doppio del resto del corpo. “Per quanto riguarda gli hantavirus in Europa, nel loro caso il serbatoio-animale è il roditore, ma parliamo di specie diverse rispetto a quello selvatico” come il colilargo- che sembra essere il principale indiziato per il presunto contatto, durante una escursione a Usuaiha, della coppia di passeggeri olandesi della Mv Hondius risultati poi positivi e deceduti – che “non è presente in Europa e in Italia”, rassicura all’Adnkronos Salute Giovanni Cattoli, direttore sanitario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IzsVe).
L’hantavirus e il topo colilargo: i rischi possibili
Gli hantavirus sono virus zoonotici a Rna diffusi a livello globale e responsabili di malattie potenzialmente gravi e letali. “All’interno di questo genere sono state identificate oltre 20 specie virali. Il principale serbatoio è costituito dai roditori, dai quali il virus viene trasmesso alle persone soprattutto tramite inalazione di particelle contaminate provenienti da urina, feci o saliva, oppure attraverso il contatto con superfici contaminate – riporta la circolare del ministero della Salute dedicata proprio alla gestione degli hantavirus – Diversi studi hanno documentato la presenza nel Nord Italia di roditori sieropositivi per altri ceppi di hantavirus associati a febbre emorragica con sindrome renale (Hfrs) o nefropatia epidemica (Ne). In particolare, in Trentino sono stati rilevati anticorpi anti-Puumala virus (Puuv) nello 0,4% dei Clethrionomys glareolus e anti-Dobrava virus (Dobv) nello 0,2% degli Apodemus flavicollis. In ambito umano, sono stati segnalati in Italia solo pochi casi sporadici di infezione da hantavirus, correlati a esposizione avvenuta all’estero o in aree transfrontaliere, principalmente sostenuti da Puuv e Dobv in contesti europei e associati al virus Sin Nombre (Snv) in alcuni casi importati dalle Americhe”.
Sulla possibilità che i topi di città come Roma o Milano diventino il serbatoio di hantavirus, il direttore sanitario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie è categorico: “Non è possibile, perché la stragrande maggioranza dei roditori interessati dall’hantavirus è di campagna, tanto è vero che finora sia da un punto di vista di ritrovamento nei ‘serbatoi’ (animali), sia i casi segnalati in Europa, sono sempre roditori selvatici che hanno avuto contatti con persone in ambiente agroforestaleun anno.
Il topo nelle mani dei tiktoker
In Argentina, un’influencer si è imbattuta in un topo “colilargo” e ne ha ricavato un video diventato virale. Per registrare un video da pubblicare su TikTok, la ragazza lo ha tenuto a lungo tra le mani parlandogli: “Come sei carino, non mordermi”. Per poi aggiungere, dopo aver ricevuto delle critiche: “Non sapevo che quello fosse il topo dalla coda lunga portatore del virus, ho solo visto un animale molto carino, e quella sera ho scoperto che in quella settimana erano morte delle persone a causa di un’epidemia proprio lì”. Nella città della ragazza, Bariloche, un uomo è stato ricoverato in ospedale per hatavirus ed è in terapia intensiva.
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