Caso al bivio
Garlasco, non solo Sempio a interrogatorio: convocati anche gemelle Cappa e Marco Poggi. Il dubbio di La Russa: finirà con un colpevole?
Il giallo di Garlasco potrebbe essere alle battute finali: quelle rilanciate dall’inchiesta bis della Procura di Pavia che ha riaperto il caso dell’omicidio di Chiara Poggi e ribaltato sentenze contraddittorie, oltre che rinfocolato i dubbi sulla condanna di Alberto Stasi. Così, mentre la difesa di Andrea Sempio denuncia la “mostrizzazione” del nuovo indagato, gli inquirenti chiamano a testimoniare le cugine e il fratello della vittima: le gemelle Cappa e Marco Poggi. E aumentano gli scetticismi: si arriverà mai a un colpevole certo?
Garlasco, il dubbio di La Russa: alla fine non ci sarà colpevole?
Come rilevato proprio oggi dal presidente del Senato Ignazio La Russa che – alla presentazione del libro L’impronta. La lezione di Garlasco e la fiducia degli italiani nella giustizia, di Giancarla Rondinelli – sull’intricato caso giudiziario avanza più di una perplessità. «Mi sono fatto un’opinione: che alla fine non ci sarà un colpevole». Perché è «un processo che si trascina per tanti anni. E che ha una ricostruzione due volte negata, poi accolta, adesso messa in discussione da una diversa e antitetica ricostruzione, che però è ancora quella dell’accusa, e che non è passata nemmeno al vaglio di un’udienza preliminare. Stasi ci ha messo cinque processi. Se pensiamo che anche Sempio ce ne possa mettere cinque, io non ci sarò più quando sarà finito tutto. Ma ricordatevi che la mia previsione è che alla fine non ci sarà un colpevole», spiega La Russa.
Un caso al bivio: come andare ogni oltre ragionevole dubbio
E ancora. Quanto all’ipotesi di una revisione del processo di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi, «se l’ottima procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, una delle più brave, deciderà di far partire la revisione, la revisione lo manderà a casa. Se non parte, no», dice La Russa. Per quanto riguarda invece l’inchiesta della Procura di Pavia che vede indagato per omicidio aggravato l’amico del fratello della vittima, Andrea Sempio, «nel frattempo – osserva il presidente del Senato – la ricostruzione che fa immaginare questo dolo d’impeto, di fronte a un rifiuto di un atto sessuale, così a occhio troverà qualche difficoltà di andare oltre il ragionevole dubbio previsto in questi casi».
Qualora alla fine, come prevede La Russa, per la giustizia italiana non ci fosse alcun colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi «sarebbe una sconfitta della giustizia», che però «è sempre meglio di un errore». E «a questa sconfitta avrà contribuito l’aver reso mediatico il processo. E quindi il lavoro che hanno fatto coloro che l’hanno reso popolare non sarà del tutto inutile. Perché se c’è ancora questo dubbio, se c’è una ricostruzione alternativa, i fautori della condanna dell’uno o dell’altro secondo me si elidono a vicenda, ma senza la spettacolarizzazione dell’evento sarebbe rimasto che il quinto processo a carico di Stasi sarebbe stato quello decisivo», conclude la seconda carica dello Stato.
Garlasco, oltre all’interrogatorio di Sempio, convocati anche le gemelle Cappa e Marco Poggi
Detto questo, diciotto anni dopo quel tragico 13 agosto, il fantasma di Garlasco torna a scuotere le aule di giustizia in quella che appare come la stretta finale di un giallo infinito. La Procura di Pavia, decisa a fare luce sulla nuova pista che vede Andrea Sempio come presunto assassino al posto di Alberto Stasi, ha calato gli assi: nelle prossime ore sfileranno davanti ai carabinieri i testimoni chiave di questa nuova ricostruzione. Le prime a essere sentite come persone informate sui fatti saranno Paola e Stefania Cappa, le gemelle cugine di Chiara, attese domani a Milano; mercoledì 6 maggio toccherà invece a Marco Poggi, fratello della vittima, proprio nello stesso giorno in cui Sempio è stato convocato per un interrogatorio dal quale, con ogni probabilità, uscirà un silenzio strategico.
L’indagato, il movente, la verità sospesa e il rischio di un eterno “nulla di fatto”
Il movente ipotizzato dagli inquirenti è pesante: un rifiuto sessuale che avrebbe scatenato in Sempio un odio abietto, culminato in dodici colpi brutali. Una ricostruzione che la difesa dell’indagato respinge con forza, parlando di un “tentativo di mostrizzazione” basato su post estrapolati da vecchi forum online che nulla avrebbero a che vedere con Chiara. E in questo clima di estrema tensione mediatica e giudiziaria, risuona però il monito scettico del presidente del Senato, Ignazio La Russa: «Alla fine non ci sarà un colpevole». Tra una verità passata in giudicato che vacilla e una nuova accusa che deve ancora superare il vaglio preliminare, Garlasco resta una ferita aperta nel cuore della giustizia italiana, sospesa tra il desiderio di verità e il rischio di un eterno nulla di fatto.
Ma riavvolgiamo il nastro. E torniamo alla notizia di oggi: oltre ad Andrea Sempio saranno interrogate anche Paola e Stefania Cappa. Secondo quanto si apprende sarebbero stati consegnati dai carabinieri di Milano gli inviti a presentarsi per l’interrogatorio alle cugine di Chiara Poggi. Saranno interrogate come persone informate sui fatti nell’ambito dell’indagine, ormai arrivata alle battute finali, sul delitto di Garlasco. Sarà sentito inoltre anche Marco Poggi, il fratello della vittima.
Interrogatori a valanga in date differenti
Date differenti però. Da quanto è emerso le gemelle Cappa verranno sentite come testimoni martedì 5 maggio nella caserma dei carabinieri di Via Vincenzo Monti a Milano alle ore 10. Marco Poggi, invece, mercoledì 6, forse a Mestre. Pare certo ormai, comunque, lo stesso giorno in cui Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara, è stato convocato per l’interrogatorio. Un interrogatorio rispetto al quale i più ipotizzano che l’indagato si avvarrà della facoltà di non rispondere.
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