L'esclusiva di Repubblica
Garlasco, dalle intercettazioni spunta l’audio di Andrea Sempio: “Il video ce l’ho nella penna drive”
L'uomo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi avrebbe i video che, però, secondo la sua difesa, non sono mai esistiti
Spunta un audio, dalle intercettazioni fatte ad Andrea Sempio, in cui il ragazzo, accusato dalla Procura della Repubblica di Pavia dell’omicidio di Chiara Poggi, avrebbe(il condizionale è sempre d’obbligo) detto, nel famoso soliloquio, “il video ce l’ho nella penna drive”. Il video sarebbe quello dei rapporti intimi tra Chiara e Alberto Stasi. A riferirlo, in esclusiva, Repubblica.
Le parole di Sempio
Sempio parla da solo nella sua Suzuki mentre ascolta un video podcast dal canale Bugalalla sul delitto di Garlasco.
Nell’audio, seppure in gran parte poco comprensibile, Sempio sembrerebbe fare riferimento al video intimo girato dalla vittima con l’allora fidanzato Alberto Stasi, oggi al centro dell’attenzione della procura come possibile movente.
Secondo gli inquirenti, nelle sue riflessioni ad alta voce Sempio, già indagato una prima volta nel 2016-2017 e oggi accusato di omicidio volontario aggravato per la morte di Chiara Poggi, farebbe riferimento al video intimo girato dalla vittima con il fidanzato Alberto Stasi. Le analisi tecniche hanno infatti confermato che uno dei quattro filmati presenti nei dispositivi è sparito. Sempio, imitando una voce femminile, continua a parlare tra sé: “Ah, ecco che fai la dura… ma io non l’ho mai vista in questo modo… e da un lato l’interesse non era reciproco, lei dice… lei dice non l’ho più trovato il video”.
La difesa contesta le intercettazioni
La difesa di Sempio, che non parlerà fino alla presentazione delle controdeduzioni, tra una quindicina di giorni, ha sempre contestato il metodo delle intercettazioni seguito dai carabinieri. Per i legali del giovane, le intercettazioni sarebbero incomprensibili, piene di omissis, decontestualizzate.
Secondo i legali, nei soliloqui registrati in auto Sempio non stava confessando o ricordando fatti reali, ma stava semplicemente commentando una trasmissione televisiva, un podcast o un’intervista che stava ascoltando in quel momento. La difesa sostiene che Sempio fosse consapevole di essere intercettato e che i suoi discorsi fossero una sorta di sfogo o reazione provocatoria a quanto appreso dai media e ha sempre negato l’esistenza di video intimi. I consulenti della difesa, tra cui Armando Palmegiani, affermano che le intercettazioni non sono incisive e non costituiscono una prova schiacciante contro l’indagato. In sintesi, per la difesa si tratta di audio di scarsa rilevanza che i magistrati avrebbero interpretato forzatamente per costruire un movente basato sull’ossessione.
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