Scintille tv dalla Berlinguer
Flotilla superstar, “merita il Nobel per la pace”: Iacchetti in delirio pro-Pal e l’aiutino da casa di Conte. Ciak si gira lo show pacifinto (video)
“Flotilla superstar” e Iacchetti promoter d’eccezione al timone della narrativa agiografica. Se il buongiorno si vede dal mattino, per la proprietà transitiva dell’uguaglianza (mediatica) la serata tv non fa eccezione. Sì, perché quanto andato in onda ieri sera nel corso della puntata settimanale di È sempre Cartabianca su Rete4, autori e ospiti in studio hanno regalato ai telespettatori l’ennesimo saggio di quel cortocircuito logico che affligge la sinistra “pacifinta” nostrana. E che porta a incensare le crociere ideologiche della flotta pro-Pal in rotta su Gaza.
“È sempre Cartabianca”, Flotilla superstar: Iacchetti e Conte sponsor d’eccezione
Protagonisti del siparietto non proprio improvvisato nel talk di Bianca Berlinguer, un Giuseppe Conte in modalità barricadero. E un non proprio inedito Enzo Iacchetti, ormai stabilmente convertito alla geopolitica anti-israeliana da salotto. L’obiettivo? Il solito. E già dall’alba della propaganda marinara (altro che mattino): elevare a eroi i militanti della Freedom Flotilla, con buona pace di antefatti e risvolti. Del resto, si sa: da sponde lontane ma confinanti, sia che Giuseppi che Enzino sono ormai due testimonial mediatici del fatidico “partito dei pro-Pal” italiani. Ma procediamo con ordine.
Flotilla, Iacchetti al delirio in tv dalla Berlinguer (ancora)…
Il primo a lanciare l’offensiva, in collegamento, è proprio l’attore comico, volto del Tg satirico di Antonio Ricci, che si lancia in un tuffo carpiato su un’invettiva intrisa di retorica, mescolata a “sapienti” dosi di anti-trumpismo militante (che non guasta mai). E che irrompe sulla scena (stavolta, per fortuna, senza risse minacciate o accennate, al netto dell’attacco frontale inscenato a favore di telecamera).
La manina di Conte in collegamento…
«Diamo il premio Nobel al biondino degli Epstein File che comanda l’America? O vogliamo dare il premio Nobel alla Flottilla per la pace? Lo vogliamo dare il premio Nobel a questa gente che rischia la vita per un ideale? Perché io non penso neanche che 50 barche possano risolvere il problema della salute di questi poveri disgraziati che stanno estinguendosi dalla fame e hanno bisogno di medicine… Ogni tanto gli sparano nel cervello, ogni tanto spariscono i bambini. Adesso poi la storia è ripartita da un’altra parte: Libano, Cisgiordania. Iran, non ti dico»…
Flotilla (e non solo): Iacchetti in deliquio, la replica di Sechi e il contrattacco di Conte
Un’analisi che procede tra cronaca bellica e irruenza propagandistica, che viene interrotta dal richiamo alla realtà del direttore di Libero, Mario Sechi, che rimette in fila i fatti: «Io Ben-Gvir l’ho condannato con un fondo mio sul Libero, quindi sono inequivocabile su questo. Sul diritto di Israele di difendersi e di rispondere alle provocazioni invece sono netto: io sto con Israele, non sto con chi fa il fiancheggiatore di Hamas, che è un gruppo di tagliagole che ha puntato all’olocausto e alla stage degli ebrei».
Ma il direttore non lascia: anzi raddoppia. E Giuseppi non molla …
Non solo. Incalzato dalla conduttrice, Sechi non lascia. Anzi, raddoppia: quelli della «Flotilla sono i fiancheggiatori di Hamas». Apriti cielo. L’inciso manda su tutte le furie il leader del M5S, che accorre in soccorso del “partito dei pro-Pal”: «Direttore, su questo mi permetta di esprimere una mia opinione personale. Gli editoriali che ha dedicato alla Flotilla sono gli editoriali peggiori nella sua storia da giornalista».
Il “pacifintismo” della discordia: scintille in tv
Sechi però non si perde d’animo, e ribatte sul tamburo, liquidando la “reprimenda” con un caustico: «Guardi, è un onore». Come dire: detto da lei… Ma, altrettanto pervicace, Giuseppi rilancia di rimando, insistendo nel suo j’accuse ideologico: «È completa ipocrisia prendersela con Ben-Gvir, e invece continuare a sostenere un genocida come Netanyahu».
E alla fine vince la propaganda?
Di scena, sullo sfondo (ma poi neanche tanto) il solito copione: zero sfumature. Propaganda a gogò. E la fustigazione mediatica di chiunque provi a ribaltare i piani ricorrendo alla storia delle offensive sanguinose, o osando ricordare chi siano i veri terroristi. E alla fine della fiera dei botta e risposta, più o meno caustici, il grido che si distingue nel delirio del confronto, è sempre lo stesso: “Viva la Flotilla”. Che novità… (Sotto, il video di una parte dell’intervento di Iacchetti dall’account X della trasmissione “È sempre Cartabianca”).
“Diamo il premio Nobel per la pace al biondino che comanda l’America o lo diamo alla Flotilla? A gente che rischia la vita per un ideale”
Enzo Iacchetti è ospite a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/vhAOZD9xCz
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) May 26, 2026
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