Gli attivisti tutti rientrati
Flotilla, il governo chiede sanzioni Ue contro Ben-Gvir: l’annuncio di Tajani e il lavoro di sponda con i partner
La questione potrebbe essere discussa già la settimana prossima. Bruxelles: «Se c'è l'intesa, si può fare». La Procura di Roma acquisisce agli atti il video del ministro israeliano
Il governo italiano ha chiesto formalmente all’Ue di sanzionare il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir. La richiesta arriva dopo la durissima presa di posizione di Roma per il video in cui il responsabile della Sicurezza nazionale israeliana dileggiava gli attivisti della Flotilla, mentre si trovavano nel porto di Ashdod in ginocchio con le mani ammanettate dietro alla schiena.
Il governo chiede sanzioni Ue contro Ben-Gvir
A rendere nota la richiesta è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «A nome del governo italiano – ha scritto su X il vicepremier – ho appena formalmente chiesto all’Alto Rappresentante Ue, Kaja Kallas, di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l’adozione di sanzioni contro il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani». Tajani, inoltre, ha ribadito che l’Italia continua a chiedere le scuse ufficiali di Israele, che ancora mancano nonostante la presa di distanza del premier Benjamin Netanyahu.
I colloqui di Tajani con i partner europei
Secondo quanto emerso, il tema sarà anche al centro di un colloquio tra Tajani e il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, previsto in serata a margine della ministeriale Nato. Berlino si è sempre detta contraria all’ipotesi delle sanzioni, discussa già altre volte in sede di Consiglio. Ma la richiesta ufficiale dell’Italia cambia gli equilibri e lo stesso Wadephul ha definito «del tutto inaccettabile» il comportamento di Ben-Gvir. «È in netto contrasto con i valori che la Germania intende sostenere insieme a Israele», ha dichiarato alla Deutsche Presse-Agentur a Berlino.
Bruxelles: «Se c’è l’intesa, si può fare»
L’adozione delle sanzioni richiede l’unanimità tra i 27. Sinora la proposta sul tavolo prevedeva sanzioni anche per il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ma, stando a quanto fanno sapere fonti vicine all’alto rappresentante Ue Kaja Kallas, non sarebbe impossibile imporre sanzioni contro il solo Ben-Gvir. «Se c’è l’intesa, certamente», ha detto il funzionario. Fonti europee fanno sapere che la questione potrà essere discussa al consiglio Esteri informale previsto la settimana prossima a Cipro, che proprio perché informale non prevede decisioni esecutive.
La Procura di Roma acquisisce il video
Dalla Procura di Roma, intanto, è trapelata la notizia che il video sarà acquisito agli atti sul caso della Flotilla. I magistrati acquisiranno anche le testimonianze degli italiani a bordo delle imbarcazioni intercettate dagli israeliani. All’attenzione della procura di Roma c’è già un esposto presentato dal team legale della Flotilla dove si ipotizza il reato di sequestro e che, a quanto si apprende, verrà integrato una volta sentiti gli attivisti.
Gli attivisti della Flotilla tutti rientrati
Israele in giornata ha fatto sapere di aver espulso tutti i fermati. Notizia confermata dalla Farnesina, che ha reso noto che sono decollati dall’aeroporto di Eilat con tre voli charter della Turkish Airlines. Assistiti dalla diplomazia, ma a spese loro, ha chiarito Tajani. «Non era una missione militare, erano cittadini che volontariamente avevano deciso di organizzare questo viaggio ed è giusto poi che vengano assistiti perché sono cittadini italiani. Ma il pagamento del biglietto non mi pare che rientri in questo», ha spiegato il ministro degli Esteri, rispondendo alle domande dei cronisti a margine di un evento a Roma. «Il trattamento subito è una cosa, il rientro che sarebbe avvenuto comunque per conto loro, un’altra. Il problema più grave non credo fosse quello del biglietto aereo e non credo neanche che Israele abbia fatto pagare il biglietto…», ha aggiunto Tajani, sottolineando che «il problema è come sono stati trattati là» e chiarendo che «non hanno mai richiesto il biglietto di ritorno».
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