L'intervista
Dalla Dia di Palermo e la lotta al crimine alla sfida per Avezzano: ecco chi è Alessio Cesareo, candidato sindaco del centrodestra
Alessio Cesareo, 65 anni, sposato e padre di tre figli. Laureato in Giurisprudenza, ha dedicato oltre quarant’anni al servizio dello Stato nella Polizia di Stato, partendo come agente fino a ricoprire incarichi di vertice come quello di alto dirigente e Questore in città come Prato, Ascoli Piceno e Pavia. Ha operato in contesti complessi, dalla lotta alla criminalità organizzata alla gestione della sicurezza nei territori, con responsabilità operative e istituzionali di primo piano.
Amministrative, a colloquio con Alessio Cesareo, candidato sindaco del centrodestra a Avezzano
Una carriera iniziata sul campo e cresciuta attraverso anni di impegno, studio e merito. Ha lavorato alla Direzione Investigativa Antimafia di Palermo negli anni più difficili. Ad Avezzano ha diretto il Commissariato e la Polizia Municipale, conoscendo da vicino il territorio. Nel 2001 è rimasto ferito nell’esplosione di un pacco bomba mentre ere in servizio. Ha gestito emergenze dopo il sisma del 2009 e coordinato la sicurezza in eventi internazionali come il G8, sempre al servizio delle istituzioni e dei cittadini. Insignito di onorificenze dello Stato, oggi mette questa esperienza al servizio di Avezzano, con serietà, responsabilità e passione. Una vita e un impegno di cui abbiamo parlato con il diretto interessato.
Cesareo, lei ha trascorso gran parte della sua vita professionale al servizio dello Stato. Perché oggi ha scelto di candidarsi a sindaco di Avezzano?
Dopo quarant’anni di servizio nelle istituzioni ho sentito il dovere di restituire qualcosa alla mia città. Avezzano oggi ha enormi potenzialità, ma negli ultimi anni ha perso centralità, visione e capacità di programmare il futuro. Ho deciso di candidarmi perché credo serva una guida autorevole, concreta, capace di dialogare con tutti i livelli istituzionali e di riportare Avezzano al posto che merita. Non mi interessa fare politica come mestiere. Mi interessa mettere esperienza, competenze e relazioni al servizio della comunità.
Quanto può incidere la sua esperienza professionale nella guida di un Comune?
Penso molto. La mia esperienza mi ha insegnato a gestire situazioni complesse, a prendere decisioni, a lavorare con senso dello Stato e grande attenzione al territorio. Oggi un Comune non ha bisogno di slogan, ma di capacità amministrativa, programmazione e credibilità istituzionale. Inoltre conosco bene i rischi che possono colpire territori in crescita, compresi quelli legati alle infiltrazioni criminali nell’economia. La legalità è la base indispensabile per attrarre investimenti. Creare lavoro. E garantire qualità della vita.
La sua candidatura viene descritta come una proposta capace di parlare anche oltre gli schieramenti tradizionali. Che tipo di sindaco vuole essere?
Vorrei essere un sindaco presente, concreto e capace di unire. Avezzano ha bisogno di uscire dalle contrapposizioni sterili e tornare ad avere una visione comune. Io credo in una politica che ascolta, coinvolge e decide. Una politica che sappia valorizzare le migliori energie della città, indipendentemente dalle appartenenze. Il mio obiettivo è costruire un’amministrazione autorevole, ma vicina ai cittadini. E che torni a far contare Avezzano nei tavoli regionali e nazionali.
Sicurezza, servizi, decoro urbano: da dove partirebbe concretamente?
La sicurezza è la precondizione di tutto. Una città sicura è una città in cui poter vivere meglio. E significa anche illuminazione, manutenzione, controllo del territorio, pulizia, presenza delle istituzioni e attenzione alle periferie. Parallelamente bisogna rilanciare i servizi, e rendere il Comune più moderno, più rapido, e più vicino alle esigenze quotidiane dei cittadini.
Che idea di sviluppo immagina per Avezzano nei prossimi anni?
Avezzano deve tornare ad essere il punto di riferimento della Marsica. Abbiamo una posizione strategica. Un tessuto produttivo importante. E tante professionalità che però troppo spesso sono costrette a cercare opportunità altrove. Servono infrastrutture moderne. Collegamenti efficienti. Digitalizzazione, e una forte capacità di attrarre imprese e investimenti. Dobbiamo costruire una città più competitiva, ma anche più vivibile: con aree verdi curate. Impianti sportivi. Servizi efficienti e spazi pubblici restituiti ai cittadini. Lo sviluppo non si misura solo con i numeri economici. Ma anche con la qualità della vita.
In queste settimane di campagna elettorale che clima ha percepito tra i cittadini?
Ho trovato molta attenzione. E soprattutto tanta voglia di cambiamento. C’è una parte importante della città che si sente distante dalla politica. Che negli anni ha perso fiducia. Io penso invece che si possa ricostruire un rapporto serio con i cittadini attraverso la presenza. L’ascolto. La concretezza. La cosa che mi colpisce di più è che tante persone mi chiedono semplicemente normalità amministrativa. Efficienza. E una città che torni a guardare avanti.
Il 24 ei il 25 maggio si va al voto, perché gli avezzanesi dovrebbero scegliere Alessio Cesareo come sindaco?
Perché oggi Avezzano ha bisogno di serietà, esperienza e credibilità. Io non prometto miracoli, ma impegno totale. Competenza. E una visione chiara per il futuro della città. Credo che Avezzano possa tornare ad avere un ruolo centrale nel territorio. Come credo che possa diventare una città più moderna, più sicura e più attrattiva. Ma per farlo serve una guida forte. Capace di assumersi responsabilità, e di lavorare ogni giorno: esclusivamente nell’interesse della comunità.
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