Il caso
Famiglia nel bosco, la figlia minore in ospedale: “Madre e padre possono vederla solo un’ora al giorno“
Il ricovero della bambina a Vasto riaccende il caso dei tre figli separati dai genitori. La denuncia da parte del Garante nazionale per l’infanzia, Marina Terragni, fa esplodere le polemiche
Le porte automatiche del reparto pediatrico dell’ospedale di Vasto si aprono e si richiudono da domenica 3 maggio. Dietro quelle stanze c’è la figlia più piccola di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana diventata nota come “la famiglia nel bosco” per la scelta di vivere lontano dagli agi e dalle comodità moderne. Accanto al letto della bambina non ci sono stabilmente i genitori: madre e padre possono vederla soltanto per brevi visite, scandite dagli orari stabiliti e in presenza di un’educatrice. È questo il punto che ha acceso il dibattito pubblico dopo l’intervento della Garante nazionale per l’infanzia Marina Terragni.
La bimba in ospedale
La bambina è ricoverata per una crisi respiratoria legata, secondo quanto emerge, a una sindrome stagionale con componente ostruttiva. Il ricovero sarebbe stato disposto in via precauzionale e le sue condizioni non destano preoccupazione. Le dimissioni potrebbero arrivare nei prossimi giorni.
Il post che porta il caso fuori dall’ospedale
Tuttavia, a trasformare il ricovero in un caso nazionale è stato un post pubblicato sui social da Marina Terragni. “Una dei bambini ‘del bosco’, è ricoverata in ospedale da domenica per crisi respiratoria. La mamma non è con lei”, ha scritto la garante, facendo rapidamente circolare la notizia ben oltre i confini abruzzesi.
Oggi, ha deciso di tornare sul tema con ulteriori precisazioni: “Falso che bambina del bosco sia assistita in ospedale dalla madre. Per lei solo visite di un’ora e sempre in presenza di un’educatrice”.
È questa la situazione che ha riacceso i riflettori sul caso della separazione dei tre figli dalla coppia, da oltre cinque mesi collocati in una casa-famiglia di Vasto dopo la sospensione della potestà genitoriale disposta dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
La posizione della garante regionale
Sulla vicenda è intervenuta anche Alessandra De Febis, Garante dell’infanzia della Regione Abruzzo, interpellata dall’Ansa. “I genitori sono stati informati tempestivamente del ricovero, disposto in via meramente precauzionale, ed entrambi hanno fatto regolarmente visita alla piccola sia ieri che oggi. — ha spiegato — La situazione è sotto controllo e, non appena le condizioni lo consentiranno, la bambina sarà dimessa”.
L’intervento della Lega
La vicenda non poteva che assumera anche contorni politici. La Lega, che nelle scorse settimane aveva seguito da vicino il caso con una visita di Matteo Salvini alla famiglia a Palmoli, ha annunciato di monitorare gli sviluppi attraverso un pool di legali.
“C’è grande preoccupazione per lo stato di salute, fisico e psicologico, dei tre bimbi da mesi strappati all’amore di mamma e papà, con addirittura notizie di un ricovero ospedaliero per uno dei minori. La situazione è così grave da non far escludere ogni iniziativa giuridicamente possibile nei confronti di coloro che sono responsabili di un inspiegabile accanimento ai danni di questa famiglia”.
Il procedimento ancora aperto
Il fascicolo resta ancora nelle mani della giustizia minorile. La Corte d’appello per i minorenni ha confermato il provvedimento di sospensione della potestà genitoriale, rimettendo però la decisione definitiva al Tribunale dell’Aquila. Saranno i giudici a valutare se il percorso compiuto dai genitori possa aprire la strada a un futuro ricongiungimento familiare.
Nel frattempo, all’ospedale di Vasto, la bambina resta sotto osservazione in attesa delle dimissioni. Il quadro clinico viene definito rassicurante. Fuori dalla corsia, però, il dibattito continua a concentrarsi sulla stessa domanda: perché una madre non può stare accanto a sua figlia?
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