In pole position Delrio
Emorragia Pd, dopo la Madia ecco chi prepara il trasloco. Ma Elly gioca alla premier e distribuisce ministeri
La casa brucia e la segretaria fa spallucce. Anzi si arrocca e, certa della vittoria, si mette a riempire le caselle del futuro governo. Al Nazareno il corto circuito è totale. L’addio di Marianna Madia che fa le valigie in dissenso dalla deriva massimalista di Elly Schlein per approdare a Italia Viva è più di un campanello d’allarme. La bionda ex enfant prodige di Matteo Renzi lo dice a chiare lettere: il Pd non basta. “Serve un polo riformista per rafforzare la coalizione”. Come lei lo pensano in tanti. Il trasloco di Madia segue di qualche settimana quello dell’europarlamentare Elisabetta Gualmini, passata ad Azione. I prossimi a uscire sono già sull’uscio. In pole position Graziano Delrio, altro pezzo da novanta del Pd, messo all’angolo e processato dalla dirigenza per le sue posizioni sull’antisemitismo. Nel Pd pro Pal per il senatore di Reggio Emilia non c’è posto. Stando ai boatos da Transatlantico potrebbe seguire Madia nella casa riformista di Renzi. Che è al lavoro da tempo per killerare la segretaria dem.
Il Pd perde i pezzi. Dopo Madia si prepara Delrio
Capogruppo a Montecitorio all’epoca di Nicola Zingaretti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e poi ministro con Matteo Renzi, da mesi prepara l’addio al Nazareno. Altri guardano in direzione Calenda per tenersi le mani libere dal campo largo. Per ora resistono (la battaglia si fa dentro il Pd, è l’ordine di scuderia) ma la coperta è stretta e l’esodo inevitabile. Scaldano i muscoli Lia Quartapelle, Filippo Sensi, Pina Picierno, Lorenzo Guerini, Simona Malpezzi, Giorgio Gori. La segretaria del “testardamente unitari” preferisce pensare positivo. In pole position alle primarie, tallonata da Giuseppe Conte e Silvia Salis, l’ultima creatura renziana per darle filo da torcere, Schlein gioca alla premier in pectore. Tra una riunione e l’altra al Nazareno starebbe circolando una lista di potenziali ministri “dell’esecutivo Elly”, blindato di fedelissimi con qualche inevitabile cedimento.
Schlein sogna da premier e distribuisce ministeri
Ai cespugli andranno al massimo due ministri, in quota Conte la presidenza del Senato, per il resto un governo “monocolore Schlein” con buona pace del pluralismno democratico. La segretaria dem, che conosce il valore della gratitudine, è intenzionata a ricompensare chi non l’ha mai mollata in questi faticosi anni di solitudine all’opposizione. In pole position c’è Marta Bonafoni, giornalista, due volte consigliera regionale nel Lazio, è la persona di cui si fida di più. Per lei una postazione a Palazzo Chigi o un ministero come quello delle Pari Opportunità. Tra i sicuri ministri, forse al Welfare, anche Marco Furfaro, fedelissimo della prima ora e ospite fisso nei talk show. Nel pizzino del totoministri anche Chiara Braga ai Rapporti con il Parlamento, Annalisa Corrado all’Ambiente e Camilla Laureti alle Politiche Agricole. Per il super.ministero dell’Economia il fortunato potrebbe essere Francesco Boccia, già ministro degli Affari regionali nel secondo governo Conte. Oppure Antonio Misiani. Per la casella degli Esteri crescono le quotazioni di Peppe Provenzano.
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