Economia, Fazzolari zittisce i grillini: “Nel mio dossier cifre vere, ci critica chi ha sfasciato i conti con i superbonus”
I Cinque Stelle attaccano il «dossier Fazzolari» sui salari e parlano di una «operazione di propaganda economica». Ma dal governo la replica non si fa attendere. In un colloquio con Il Giornale, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari definisce le accuse del M5S «sconclusionate» e rivendica i numeri contenuti nello studio elaborato dal Dipartimento per il Programma di governo come dati «verificati e verificabili».
Al centro dello scontro c’è il dossier secondo cui le misure adottate dall’esecutivo avrebbero prodotto incrementi rilevanti del reddito disponibile per lavoratori e famiglie, fino a oltre 11mila euro annui per una madre lavoratrice con due figli. I parlamentari M5S delle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato liquidano però il report come uno «studio casereccio», sostenendo che gli effetti delle misure sarebbero stati «mangiati» dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.
Fazzolari respinge la ricostruzione e spiega che il dossier si limita a «mettere in fila i principali provvedimenti adottati da quando ci siamo insediati a sostegno del reddito e del potere d’acquisto». Lo studio, osserva, prende in esame «due lavoratori tipo» per verificare l’impatto concreto delle misure varate dal governo.
Nel caso di una lavoratrice con due figli piccoli, il beneficio «può arrivare a superare gli 11mila euro di reddito in più l’anno rispetto al 2022 e in ogni caso non è inferiore a 3mila euro», grazie alla somma di revisione dell’Irpef, taglio del cuneo fiscale, bonus mamme, bonus nido, assegno unico, fringe benefit e congedi parentali. «Il dato è clamoroso, certo, ma assolutamente verificato e verificabile per chiunque avesse voglia di farlo», sottolinea il sottosegretario.
Fazzolari rivendica poi una differenza politica rispetto ai governi precedenti: «Le opposizioni continuano a ripetere che rispetto al 2021 i salari reali degli italiani sono diminuiti. È vero, peccato che dimentichino di dire che questo calo si è verificato prima dell’arrivo del governo Meloni». Citando i dati Istat, il sottosegretario ricorda che «da ottobre 2023 i salari hanno ripreso a crescere più dell’inflazione».
Nella replica c’è spazio anche per un affondo contro il M5S sul Superbonus: «Fa sorridere che l’accusa di calcoli caserecci arrivi da chi aveva sottostimato il costo del Superbonus in pochi miliardi e invece ha superato i 130 miliardi». Quello sì che era uno studio «casereccio», lascia intendere il sottosegretario. E sul fronte fiscale rivendica che «noi le tasse le abbiamo diminuite», ricordando che revisione Irpef e taglio del cuneo valgono da soli «21 miliardi, soldi che rimangono nelle tasche degli italiani». Per Fazzolari il dossier rappresenta «un’operazione verità» sui risultati ottenuti dal governo: «Non bonus estemporanei, ma una strategia stabile di sostegno a lavoro e famiglie».
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