I sogni son desideri...
Cpr in Albania, il premier Rama: «Protocollo in vigore finché vuole l’Italia». La sinistra incassa una figuraccia epocale
Pd, M5S e Avs travisano una dichiarazione del ministro degli Esteri albanese, parlano di disconoscimento dell'accordo e si fanno smentire platealmente
«Meloni venga in aula», ha tuonato con poca originalità la sinistra all’unisono. Il pretesto di giornata è stata una frase del ministro degli Esteri albanese, Ferit Hoxha, sul protocollo Italia-Albania, interpretata forzatamente come un disconoscimento dell’iniziativa. Lettura poi smentita dallo stesso Hoxha, che ha chiarito di non aver mai messo in discussione l’accordo e che la posizione del suo governo sul protocollo non è mai cambiata, e dallo stesso primo ministro Edi Rama. Troppo tardi per l’opposizione italiana, che nel frattempo si era già lanciata improvvidamente in accuse di «disfatta», «fallimento» e «sprechi».
Rama: «Il Protocollo Italia-Albania in vigore finché vuole l’Italia»
«A tutti i giornalisti italiani e non solo, che mi contattano in merito a una citazione fuorviante riportata da un organo di stampa dopo un’intervista al ministro degli Esteri albanese: vorrei ribadire, in modo chiaro e spero definitivo, che il nostro Protocollo con l’Italia è destinato a rimanere in vigore finché l’Italia lo desidererà», ha scritto Rama su X.
Cos’ha detto il ministro degli Esteri albanese
Intercettato da un cronista di Euractiv a Bruxelles che gli ha chiesto se nel 2030 il Protocollo sarebbe stato rinnovato, Hoxha ha risposto di non esserne sicuro perché proprio in quell’anno, che è l’anno naturale di scadenza dell’accordo, l’Albania potrebbe diventare Stato membro dell’Ue e, dunque, verrebbe meno la natura di Paese terzo che è il presupposto del protocollo per il trasferimento dei migranti. Dunque, una dichiarazione con una «argomentazione», una «logica» e un «contesto» che, come poi ha precisato lo stesso Hoxha, non parlavano di disconoscimento politico, ma di circostanze potenzialmente mutate.
L’articolo di Euractiv
Per quanto presentata in maniera un tantino tendenziosa, con il titolo “sparato” «ESCLUSIVA: L’Albania non estenderà l’accordo sull’immigrazione con l’Italia oltre il 2030, afferma il ministro degli Esteri», la dichiarazione di Hoxha era difficilmente fraintendibile e bastava anche solo leggere lo stesso sommario dell’articolo per capire cosa c’era oltre quella frase a effetto: «”A quel punto saremo membri dell’Unione Europea”, ha dichiarato Ferit Hoxha a Euractiv».
La prospettiva dell’Albania nell’Ue nel 2030
«Innanzitutto, l’accordo ha una durata di cinque anni e non sono sicuro che ci sarà un rinnovo. In secondo luogo, non ci sarà alcun rinnovo perché saremo membri dell’Unione Europea», è stata la frase di Hoxha riportata da Euractiv, che proseguiva con la precisazione del ministro albanese sul fatto che «tutti hanno fatto lo stesso calcolo» rispetto al 2030. «Una volta che l’Albania entrerà a far parte dell’Ue, non sarà più territorio extraterritoriale, ma territorio dell’Unione europea», sono state ancora le parole di Hoxha riportate dalla testata, che per altro nell’articolo ha anche dato conto del fatto che «l’Albania non ha rinnegato i dettagli dell’accordo» e che «Hoxha ha presentato l’Albania come un partner affidabile per l’Italia».
La sinistra italiana capisce fischi per fiaschi
Insomma, non serviva un’esegesi per capire cosa intendesse il ministro albanese. Se, ed è un presupposto fondamentale, le sue parole fossero state lette con onestà intellettuale e non con l’ansia di alimentare una propaganda pretestuosa come ha fatto la sinistra italiana. Il deputato Pd Matteo Orfini ha parlato di «conferma che il governo Meloni ha costruito una gigantesca operazione d’immagine senza solide basi politiche, giuridiche e diplomatiche»; la collega Laura Boldrini di «ennesima prova del fallimento del Governo Meloni»; Filiberto Zaratti di Avs ha chiesto le scuse di Meloni «per l’arroganza»; la delegazione del M5S al Parlamento europeo ha sostenuto che «prima o poi qualcuno dovrà rispondere di danno erariale». Tutti insieme, poi, i partiti d’opposizione, tranne Azione, si sono accodati alla richiesta avanzata in Aula a Montecitorio dal pentastellato Alfonso Colucci di «un’informativa urgente» della premier sul tema. La richiesta è stata sottoscritta da Riccardo Magi di +Europa, Rachele Scarpa del Pd, Francesca Ghirra di Avs e Roberto Giachetti di Italia viva. Ottenendo un solo risultato: l’ennesima figuraccia da annuario.
La precisazione di Hoxha che smonta «il rumore»
Mentre la sinistra italiana si dava tanta pena per attaccare il governo, infatti, su X Hoxha postava «un chiarimento utile». «Un giornalista a Bruxelles – ha spiegato il ministro albanese – mi ha chiesto se il protocollo tra Albania e Italia sarebbe stato rinnovato dopo la scadenza del periodo iniziale di cinque anni. Ho risposto dicendo: “Non sono certo, supponendo che l’Albania sarà allora uno stato membro dell’Unione Europea e la situazione sarà quindi diversa”. Così semplice». «Non è una decisione, è solo pensare ad alta voce e farlo con franchezza. Questa dichiarazione – ha avvertito – non dovrebbe in alcun modo essere interpretata come un cambiamento della posizione dell’Albania riguardo al protocollo. Purtroppo, nel mondo di oggi, il rumore spesso viaggia più veloce dell’argomentazione, della logica e del contesto. Frasi isolate sono troppo spesso trasformate in narrazioni che non riflettono né la sostanza della discussione né la posizione effettiva dei governi».
Piantedosi a Tirana per parlare del futuro dell’accordo
Nel frattempo, dettaglio anche questo non trascurabile in termini di logica e contesto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si trovava a Tirana per un incontro con il suo omologo, Besfort Lamallari, in cui è stato affrontato il tema degli sviluppi futuri del Protocollo Italia-Albania ed è stata ribadita «l’ottima collaborazione tra i due Paesi sui vari temi della cooperazione di Polizia e del contrasto all’immigrazione irregolare».
Bignami: «Dalle opposizione le solite polemiche pretestuose»
«Le dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese, su cui le opposizioni stanno montando le solite pretestuose polemiche, sono ovvie e scontate. Peraltro, lo stesso ministro poi è intervenuto smentendo questa falsa narrazione», ha commentato il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, facendo riferimento al fatto che con l’ingresso dell’Albania nell’Ue il protocollo potrà «divenire un accordo tra due Paesi ma stavolta appartenenti all’Ue» e che la visita di Piantedosi a Tirana ha avuto lo scopo «anche e soprattutto» di «lavorare sulla prosecuzione della collaborazione avviata». «Quindi – ha concluso Bignami – nessun annuncio da parte del ministro albanese sui centri, che invece stanno funzionando a pieno regime, a conferma della validità delle politiche migratorie del governo Meloni che tutta Europa considera un modello di riferimento».
Ultima notizia
Direzione Pechino
L’ultima promessa di Trump alla vigilia del viaggio in Cina: “La guerra in Ucraina finirà presto”
Esteri - di Laura Ferrari