Non si è parlato di nomine
Caro energia sul tavolo del vertice di maggioranza. Al lavoro per ridurre la dipendenza: si accelera sul nucleare
Crisi internazionali ed emergenza energetica sul tavolo del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi presieduto dalla premier Giorgia Meloni. Un’ora e mezza di confronto a tutto campo tra i presenti all’incontro, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Al primo punto la necessità per l’Italia di ridurre la dipendenza da fonti esterne, individuando tra le principali linee d’azione l’accelerazione del percorso verso il nucleare.
Crisi energetica al vertice di maggioranza presieduto da Meloni
I leader di centrodestra hanno esaminato le priorità e i possibili provvedimenti da adottare nei prossimi mesi. Obiettivo dichiarato: il potenziamento della sicurezza energetica nazionale per fronteggiare l’attuale fase di emergenza legata ai conflitti e alla crisi mediorientale. Il governo, come anticipato nei giorni scorsi, intende mettere velocemente dei soldi in tasca a cittadini e imprese in difficoltà per il caro energia.
Avanti tutta con la riforma elettorale e il confronto con le opposizioni
Tra i temi affrontati dalla premier e gli alleati anche la riforma elettorale. Dal vertice è emersa la volontà di procedere con la riforma delle legge attuale (Rosatellum) e la volontà, sempre manifestata dal centrodestra, di confrontarsi con le opposizioni. Nessuna blindatura anche se la rotta è chiara: garantire la stabilità ed evitare il pareggio per scongiurare pasticci e governi tecnici lontani dalla volontà popolare.
Salvini: non abbiamo parlato di nomine
È questo l’orientamento del vertice a Palazzo Chigi confermato da Salvini a margine di un convegno sul nucleare a Palazzo Wedekind a Roma. “Procederemo dritto sulla legge elettorale”, ha detto ai cronisti il leader della Lega. Assente dai dossier sul tavolo quello sulle nomine, che invece era stato anticipato dalla stampa nei giorni scorsi. “Non abbiamo minimamente parlato di nomine all’incontro di oggi”, ha detto sempre Salvini. Resterebbero ancora da sciogliere i nodi Antitrust e Consob, sui quali nel centrodestra convivono diverse sensibilità. Fonti parlamentari della maggioranza raccontano che ancora non si sarebbe trovato un accordo nella coalizione. Le trattative continuano in vista del possibile Consiglio dei ministri di domani. Spetterà, dunque, alla premier Meloni sbrogliare la matassa in tempi brevi.
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