La mappa
L’Italia batte “Bandiera Blu” su 525 spiagge. Musumeci: «Un risultato importante». Ecco quali sono
Premiati 257 Comuni e 87 porti turistici. La Liguria resta prima, Calabria e Sicilia accelerano, tre località escono dalla mappa delle eccellenze
L’Italia delle spiagge più belle. Sono 257 i Comuni che nel 2026 ottengono la “Bandiera Blu” assegnata dalla Foundation for Environmental Education, undici in più rispetto allo scorso anno. Il dato è stato ufficializzato questa mattina a Roma, durante la cerimonia organizzata nella sede del Consiglio nazionale delle ricerche: 525 spiagge riconosciute, 87 approdi turistici certificati e una quota che vale l’11,6% delle località premiate a livello mondiale. «Un risultato importante certificato da una crescita costante, grazie all’impegno di tanti territori nella tutela dell’ambiente e nella qualità dei servizi offerti a cittadini e turisti», ha commentato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci.
L’Italia del mare blu
La mappa cambia ancora. Entrano quattordici nuovi Comuni, solo tre perdono il riconoscimento. La Liguria resta la regione con il numero più alto di vessilli, ma è il Sud a spingere l’acceleratore, soprattutto Calabria e Sicilia, che guadagnano terreno nella classifica della qualità ambientale e dei servizi turistici.
La Liguria consolida il primato nazionale con 35 località premiate. A trascinarla sono anche i nuovi ingressi di Andora e Taggia. Ma il salto più netto arriva dalla Calabria, che porta a casa quattro nuove “Bandiere Blu”: Amendolara, Montegiordano, Falerna e Locri. La regione sale così a quota 27 riconoscimenti, raggiungendo la Puglia.
Per il tacco dello stivale, però, il bilancio resta in chiaroscuro. Da una parte gli ingressi di Morciano di Leuca e Tricase, dall’altra le uscite di Patù e Castrignano del Capo. Fuori anche San Felice Circeo, che fa scendere il Lazio a dieci località premiate.
La Sicilia continua la sua avanzata con Ispica e Lipari, mentre la Sardegna aggiunge Teulada. La Toscana arriva a venti bandiere grazie a Monte Argentario. Rimini riporta invece l’Emilia-Romagna a undici località certificate.
La sfida si sposta anche sui laghi
La crescita non riguarda soltanto le coste. Le “Bandiere Blu” sui laghi salgono a 23 con l’ingresso di Limone sul Garda, nuovo comune lacustre premiato nel 2026. Un dato che conferma il peso crescente del turismo ambientale anche fuori dalle tradizionali destinazioni balneari.
Aumentano anche gli approdi turistici riconosciuti dalla Fee: diventano 87, con tre nuovi ingressi. Entrano Portomaran di Marano Lagunare, in Friuli Venezia Giulia, Marina del Fezzano a Portovenere e Porto Carlo Riva a Rapallo.
«I numeri confermano ancora una volta la crescita virtuosa dei territori italiani», ha dichiarato Claudio Mazza, presidente della fondazione Fee Italia.
I criteri diventano sempre più severi
Dietro il riconoscimento non ci sono soltanto le analisi sulla qualità del mare. La valutazione della Fee prende in esame i dati raccolti negli ultimi quattro anni dalle Arpa regionali, ma anche depurazione, gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile, accessibilità, piste ciclabili, tutela del paesaggio e qualità dei servizi durante l’estate.
La procedura coinvolge ministeri, Istituto superiore di sanità, Cnr, università e associazioni del comparto balneare. Un sistema che negli ultimi anni ha alzato ulteriormente l’asticella.
«Oggi, d’altronde, il turismo internazionale premia le destinazioni che sanno coniugare bellezza, sostenibilità, innovazione e qualità dei servizi e della vita», ha aggiunto Mazza.
La corsa delle località italiane, intanto, continua. Perché la “Bandiera Blu” è diventata molto più di un riconoscimento ambientale: è un indicatore economico, turistico e competitivo che ogni estate pesa sempre di più nelle scelte dei viaggiatori.
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