Sport e comunità
All’Eur torna “Sport in famiglia”: 66 discipline e 27 federazioni per una grande festa aperta a tutti
La manifestazione si apre sulle note di "Per sempre sì", suonata dalla Fanfara della Polizia. Abodi: «Qui si celebra il gioco di squadra tra istituzioni, territorio e associazionismo, con quello spirito di comunità che mi auguro possa trasferirsi anche nella vita quotidiana»
Le note di Per sempre sì, eseguite dalla Fanfara della Polizia di Stato, hanno accolto il ministro per lo Sport Andrea Abodi tra applausi, famiglie, ragazzi e centinaia di giovani atleti. È iniziata così, in un clima di entusiasmo e partecipazione, l’undicesima edizione di “Sport in Famiglia”, la grande manifestazione gratuita che fino al 17 maggio trasformerà il Parco Centrale del Lago dell’Eur in una gigantesca palestra a cielo aperto.
Una tre giorni di sport e comunità
Ed è forse proprio questa l’immagine che racconta meglio il senso della manifestazione: famiglie insieme, bambini che provano nuove discipline, associazioni sportive, volontari, studenti e istituzioni riuniti attorno a un’idea semplice ma sempre più rara nelle grandi città: vivere gli spazi pubblici attraverso lo sport, la comunità e la partecipazione. Per tre giorni uno dei luoghi simbolo della Capitale ospiterà oltre 66 discipline sportive, 27 federazioni, 5 enti di promozione sportiva, più di 20 associazioni e oltre 300 atleti presenti ogni giorno. Un grande villaggio sportivo che si sviluppa su oltre 10mila metri quadrati di verde e 85mila metri quadrati di superficie acquatica, trasformando il laghetto dell’Eur in uno dei più importanti eventi sportivi all’aperto della città. Un format ormai consolidato che unisce sport di terra, acqua e aria in un’unica esperienza gratuita, aperta a famiglie, giovani e cittadini di tutte le età.
Abodi: «La famiglia dovrebbe essere piena di sport»
Nel suo intervento il ministro Andrea Abodi ha indicato proprio nel legame tra sport, famiglia e territorio il cuore della manifestazione.
«Sport e famiglia sono due parole che valgono moltissimo, soprattutto quando viaggiano insieme. La famiglia dovrebbe essere piena di sport e lo sport dovrebbe essere una famiglia», ha dichiarato il ministro. Abodi ha poi sottolineato il valore del lavoro condiviso tra governo, enti territoriali e mondo sportivo: «Qui si celebra il gioco di squadra tra istituzioni, territorio e associazionismo, con quello spirito di comunità che mi auguro possa trasferirsi anche nella vita quotidiana».
Per il ministro, arrivare all’undicesima edizione significa «avere continuità, serietà e una visione chiara», ricordando come lo sport rappresenti «uno strumento di crescita sociale, partecipazione e coesione». E non è casuale, secondo Abodi, che tutto questo avvenga proprio all’Eur: «È il quartiere dello sport per eccellenza, uno dei più belli al mondo».
Cochi: «Una promozione sportiva concreta sul territorio»
A sottolineare il valore territoriale della manifestazione è stato anche Alessandro Cochi, presidente del Coni Lazio, che al Secolo ha parlato di una vera e propria «festa dello sport». «È una grande palestra a cielo aperto con circa 70 postazioni sportive e il bellissimo laghetto dell’Eur a fare da cornice», ha spiegato Cochi. «Famiglie, figli e nipoti – ha aggiunto – possono conoscere discipline diverse e magari trovare quella da praticare poi vicino casa. È un esempio concreto di promozione sportiva sul territorio».
Quest’anno il ruolo del Coni Lazio è ancora più centrale grazie alla collaborazione con gli organizzatori della manifestazione, le federazioni sportive e gli enti di promozione del territorio regionale. Cochi ha evidenziato anche «la fattiva sinergia» tra “Sport in Famiglia” e Coni Lazio, che coinvolge studenti dei licei sportivi impegnati come volontari durante i tre giorni della manifestazione.
Opes e il valore sociale dello sport
Tra i protagonisti della manifestazione anche Opes Italia, da anni impegnata nella promozione dello sport sociale e di base. Per Juri Morico, presidente nazionale di Opes Aps, “Sport in Famiglia” rappresenta «la dimostrazione concreta che lo sport può diventare una vera infrastruttura sociale capace di promuovere salute, legalità, sostenibilità e coesione». Morico ha richiamato anche il valore costituzionale dello sport e dell’attività motoria accessibile a tutti, sottolineando come iniziative di questo tipo trasformino concretamente il diritto allo sport in partecipazione reale, benessere e crescita delle comunità.
Salute, prevenzione e sostenibilità
Tra le novità più importanti dell’edizione 2026 c’è il rafforzamento dell’area dedicata alla salute, resa accessibile attraverso prevenzione e cura. Per tutto il weekend sarà presente lo Sport Medicine Hub, il primo polo sanitario sportivo integrato gratuito aperto al pubblico: un vero villaggio della salute dove fisioterapisti e specialisti di medicina sportiva saranno a disposizione dei partecipanti per controlli medici, consulenze, elettrocardiogrammi e screening cardiologici gratuiti.
In collaborazione con la Croce Rossa Italiana sarà attivo per tutta la manifestazione anche un centro mobile di prevenzione sanitaria con controlli gratuiti di elettrocardiogramma e glicemia, oltre a corsi di primo soccorso e Blsd (Basic Life Support Defibrillation) dedicati alle manovre salvavita e all’utilizzo del defibrillatore. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo avanti nella crescita della manifestazione, che punta sempre più a integrare sport, salute e benessere della persona in un’unica esperienza accessibile e partecipata.
Accanto alla salute trova spazio anche il tema della sostenibilità ambientale, con la nuova area green realizzata insieme a Decathlon e dedicata alle attività outdoor e al rispetto della natura attraverso il principio del “Leave No Trace”.
Giovani protagonisti
Grande attenzione è dedicata anche ai giovani e alla scuola. Oltre mille studenti parteciperanno alle attività sportive, mentre centinaia di ragazzi delle scuole superiori saranno coinvolti nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (Pcto) legati all’organizzazione dell’evento. Tra mountain bike, motociclismo, sport acquatici, parkour, sci simulato e attività inclusive, “Sport in Famiglia” conferma così la propria vocazione: riportare persone, famiglie e associazioni a vivere gli spazi pubblici attraverso lo sport. Perché una città viva non è soltanto una città controllata. È una città abitata.
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