L’Italia del cibo, della cultura gastronomica e della difesa delle tradizioni perde uno dei suoi uomini simbolo. È morto nella tarda serata di giovedì 21 maggio, nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e figura centrale del movimento internazionale per la tutela della biodiversità alimentare. Aveva 76 anni. Ad annunciarlo è stata Slow Food con una lunga e commossa nota dedicata al suo fondatore, definito «uno degli intellettuali più vivaci e visionari della nostra epoca».
Chi era Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food
Nato a Bra nel 1949, Carlo Petrini — per tutti “Carlin” — aveva fondato Slow Food nel 1986 trasformando quella che inizialmente era una battaglia culturale contro il fast food in un movimento globale. Dalla sua visione sono nate: Slow Food; la rete internazionale Terra Madre; l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; le Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Per decenni Petrini è stato il volto di una nuova idea di alimentazione: cibo come cultura, identità, sostenibilità e difesa delle comunità locali. Una filosofia riassunta nella frase che amava ripetere: «Chi semina utopia, raccoglie realtà».
L’addio di Slow Food: “Oggi salutiamo un genio”
Particolarmente toccante il messaggio pubblicato da Slow Food dopo la notizia della morte. «Oggi salutiamo un genio», scrive l’associazione. «Capace di dialogare con un re, un papa, un contadino, una pastora, un pescatore o uno studente senza mai cambiare registro».
Nel ricordo degli amici e dei collaboratori emerge il ritratto di un uomo capace di unire mondi diversi: la cultura contadina; la politica; l’ambiente; la spiritualità; la gastronomia. «Capace di comunicare in tutte le lingue del mondo senza saperle», si legge ancora nella lettera d’addio.
Il cordoglio della premier: “Visionario e innovatore, Carlo Petrini ha anticipato i tempi”
“Con grande tristezza ho appreso la notizia della scomparsa di Carlin Petrini. Un visionario, un innovatore, un uomo che ha anticipato i tempi”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Petrini – aggiunge – ha impresso un’impronta profonda all’immaginario agroalimentare e gastronomico italiano: è stato tra i primi a promuovere il concetto di sovranità alimentare e a difendere il diritto al cibo di qualità per tutti, valorizzando il legame tra identità, territorio e tradizioni. Un contributo indelebile, che il Governo ha voluto riconoscere in modo solenne, assegnandogli il riconoscimento di Maestro dell’arte della cucina italiana. A nome mio personale e del Governo, esprimo il più sentito cordoglio e la vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno condiviso il suo straordinario percorso umano, professionale e culturale”
Il ricordo da Lollobrigida a Urso
La morte di Petrini ha suscitato reazioni trasversali dal mondo politico e agricolo. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondatore di Slow Food con un lungo messaggio pubblicato sui social: «Grazie, Maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti».
Lollobrigida ha sottolineato il rapporto personale costruito negli ultimi anni con Petrini, ricordando anche il suo sostegno alla candidatura della cucina italiana come patrimonio Unesco. «Era un comunista amico dei papi e dei re», racconta il ministro citando una battuta dello stesso Petrini, da sempre capace di dialogare con mondi molto diversi tra loro. Anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha voluto rendergli omaggio: «Con Carlo Petrini perdiamo una figura straordinaria e visionaria che ha saputo dare voce e dignità al mondo agricolo italiano».
Il ricordo di Coldiretti: “Ha lasciato un segno”
Cordoglio anche da Coldiretti. Il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo hanno ricordato Petrini come una figura che «ha saputo parlare in maniera trasversale di alimentazione, territorio e identità». «Insieme abbiamo portato al centro del dibattito pubblico il valore del cibo non solo come prodotto, ma come simbolo di cultura», ha dichiarato Prandini.
L’eredità di Carlo Petrini
Con Carlo Petrini scompare uno degli italiani più influenti nel mondo dell’enogastronomia e della sostenibilità alimentare. Il suo lavoro ha contribuito a cambiare il modo di guardare: all’agricoltura; alla biodiversità; al rapporto tra uomo e natura; al valore sociale del cibo.
Da Bra al resto del mondo, il movimento Slow Food è diventato negli anni un simbolo internazionale del Made in Italy legato alla qualità, alle tradizioni e alla tutela del territorio. E oggi, nel giorno dell’addio, resta soprattutto il segno lasciato da una delle figure culturali italiane più riconoscibili degli ultimi decenni.