Un esempio per tutti
Addio a Alex Zanardi, l’Italia piange il campione dalle mille rinascite che ha insegnato al mondo coraggio e resilienza. Meloni: perdiamo un uomo straordinario
Il cordoglio di un Paese intero, dalla politica allo sport, per cui il pilota ha rappresentato tra drammi, successi e medaglie, un esempio di talento, speranza e forza di volontà
+ Seguici su Google DiscoverAlla fine, la notizia che non avremmo mai voluto dare, è arrivata squarciando dolorosamente un lungo silenzio sulle sorti del campione: Alex Zanardi, l’ex pilota di Formula 1, è morto all’età di 59 anni. E l’Italia piange l’uomo che non si è mai arreso. Il campione che ha insegnato al mondo il significato della parola “resilienza”. Un modello di impegno, volontà, ottimismo.
È morto Alex Zanardi, Mattarella: «Punto di riferimento per tutto lo sport»
Tra i primi a intervenire su un dolore che esprime un lutto nazionale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che, sulla scomparsa dell’ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico ha dichiarato: «Come l’intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualità, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo».
Addio ad Alex Zanardi, l’ex pilota di Formula 1 è scomparso ieri all’età di 59 anni
L’annuncio, arrivato dalla famiglia, ha lasciato il Paese nel più profondo disorientamento: «Alex si è spento improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio». «Serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota in cui «la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza. E chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto» che colpisce l’anima della nazione.
Giorgia Meloni: «L’Italia perde un campione e un uomo straordinario»
Immediata e commossa la reazione dei vertici dello Stato, che hanno voluto tributare un ultimo saluto a un uomo che è stato molto più di uno sportivo. Come ricorda Giorgia Meloni, che in un commosso messaggio di commiato affidato ai social, scrive: «L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai».
Concludendo il suo messaggio d’addio: «A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex».
Il cordoglio delle istituzioni
Ma il coro è unanime. In queste ore di dolore e sgomento, con il mondo dello sport, della politica, e un Paese intero legati da un cordoglio venato di rimpianto, tributano all’uomo e al campione messaggi d’addio commossi. Dalle istituzioni, allora, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ne ha ricordato la tempra: «È con profondo dispiacere che apprendo la scomparsa di uno straordinario esempio di forza, coraggio e determinazione. Un campione capace di trasformare le difficoltà in un messaggio di speranza».
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato l’eredità morale del campione: «Zanardi ha insegnato a tutti cosa significa non arrendersi mai. Un esempio di dignità e amore per la vita che resterà nel cuore degli italiani». E a sua volta anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha rivolto un pensiero al pilota e sulla sua coriacea combattività: «Buon viaggio Alex, grande uomo, sportivo e combattente».
Zanardi: il ciclismo rende omaggio al campione che ha sfidato i limiti
Anche lo sport si ferma per piangere il campione e dirgli addio. Tutto lo sport che deve moltissimo a Zanardi. Che, come sottolinea un una nota la Federciclismo, «dopo l’esperienza in Formula 1, ha scritto pagine memorabili nell’automobilismo americano, conquistando due titoli Cart nel 1997 e nel 1998 e 15 vittorie nella serie. Dopo l’incidente del 2001 ha saputo reinventarsi nell’handbike, diventando uno dei simboli assoluti dello sport paralimpico: a Londra 2012 vinse due ori e un argento. Mentre a Rio 2016 conquistò altri due ori e un argento, confermando una grandezza capace di andare oltre il risultato, oltre la pista e oltre la strada».
Un minuto di raccoglimento in tutte le gare
Per tutto questo e molto di più, allora. Perché come ha confermato il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, in occasione di tutte le gare in programma nel fine settimana, verrà osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria del grande campione. Perché «ripercorrere la carriera del grande campione, dalla sua prima vita in Formula 1 alla seconda, entusiasmante, nel mondo paralimpico, equivale a raccontare l’epopea di un uomo che non si è mai fermato a guardare indietro. Ma ha sempre alzato l’asticella, fissando nuovi limiti per tutti noi. Lo ha fatto nel segno della velocità e dell’umanità. Capace di sorridere e di guardare con fiducia al futuro anche nei momenti più difficili».
Una vita che è un’epopea di rinascite: l’esempio di Alex Zanardi
Sì, perché la parabola umana di Alessandro Zanardi è un’epopea di rinascite. Nato a Bologna nel 1966, la sua “prima vita” lo aveva visto protagonista in Formula 1 e dominatore assoluto negli Usa con i titoli Cart. Poi, quel maledetto 15 settembre 2001 al Lausitzring: un impatto tremendo, l’amputazione delle gambe e l’estrema unzione ricevuta in pista. Ma Alex non era un uomo comune. Dove altri avrebbero visto la fine, lui vide un inizio. Tornò a correre, tornò a camminare e trovò nell’handbike una “seconda vita” che lo ha reso leggenda: quattro ori paralimpici tra Londra e Rio e dodici titoli mondiali. Nemmeno il secondo, gravissimo incidente del 2020 in Toscana era riuscito a spegnere il suo sorriso, nonostante il lungo e silenzioso calvario che lo aveva riportato a casa, tra i suoi affetti.
Oggi Alex Zanardi taglia il suo ultimo traguardo. Non lascia solo record e medaglie, ma la certezza che nessuna sfida è impossibile per chi ha il coraggio di guardare oltre l’ostacolo. L’Italia, oggi, resta in silenzio per onorare il suo combattente più grande.
Ultima notizia
Va virale
Choc al concerto di Tommaso Paradiso a Napoli: perde le staffe e lancia il microfono. Poi le scuse: “Colpa del volume” (Il video)
Cronaca - di Demetra Orsi