I primi consuntivi
Acea, avvio da record nel 2026: il primo trimestre chiuso con un utile netto di 111 milioni di euro
Inizia bene il 2026 per il colosso romano di Acea, che ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto pari a 111 milioni di euro, in crescita del 13 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. L’utile netto ricorrente migliora del 14 per cento a 82 milioni, grazie anche alla crescita dei risultati operativi nei business regolati. In aumento del 15 per cento anche gli investimenti a 302 milioni, mentre i ricavi consolidati pro-forma si attestano a 734,9 milioni di euro.
Acea, la trimestrale e le prospettive
Acea, dopo che il Consiglio di amministrazione, riunitosi oggi sotto la presidenza di Barbara Marinali, ha approvato il resoconto intermedio della gestione al 31 marzo 2026. L’Amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, ha dichiarato: “I risultati raggiunti nel trimestre rafforzano la traiettoria di crescita delineata dal piano industriale. La solidità della struttura finanziaria e il consolidamento nei business regolati, ci consentono di confermare la guidance per il 2026 – ha sottolineato Palermo -. L’impegno dell’azienda prosegue nel segno dell’efficienza operativa e dello sviluppo sostenibile con l’obiettivo di generare valore concreto per i territori e per tutti i nostri stakeholder anche grazie all’incremento degli investimenti sulle infrastrutture”, ha concluso.
In particolare, gli investimenti lordi realizzati da Acea nei primi tre mesi del 2026 sono pari a 301,9 milioni di euro in crescita del 15,1 per cento rispetto ai 262,2 milioni di euro dell’anno precedente. Gli investimenti al netto dei contributi ammontano a circa 286 milioni di euro (242 milioni di euro nel primo trimestre del 2025), concentrati principalmente nei business regolati che rappresentano l’89 per cento dei capex totali. Gli investimenti lordi per aree di business sono cosi’ ripartiti: Acqua Italia 163,7 milioni di euro (152 milioni al netto dei contributi), Reti e Illuminazione Pubblica 94,3 milioni di Euro (90 milioni al netto dei contributi), Ambiente 13,1 milioni di Euro, Produzione 7,4 milioni di euro, altri business (Acqua Estero, Engineering & Infrastructure Projects), Corporate ed Energy Management 23,4 milioni di euro.
I ricavi in linea con lo scorso anno
I ricavi consolidati pro-forma si attestano a 734,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (730,8 milioni di euro). I ricavi relativi alle aree Acqua Italia, Reti, Illuminazione pubblica e Ambiente sono pari a circa 0,6 miliardi di euro. L’ebitda consolidato pro-forma raggiunge 342,2 milioni di euro, in crescita dello 0,7 per cento rispetto al primo trimestre 2025, nonostante la variazione di perimetro legata alla cessione nel 2025 dell’Alta tensione (At) e di alcuni asset fotovoltaici. L’Ebitda pro-forma ricorrente – escludendo nel primo trimestre del 2026 l’impatto derivante dal revamping degli impianti di alcune società dell’Ambiente e, nel primo trimestre del 2025, il contributo degli asset ceduti e di Publiacqua – aumenta del 4 per cento a 344 milioni di euro, grazie principalmente alla crescita organica delle attività Acqua Italia, Reti e Illuminazione pubblica.
L’apporto delle diverse attività all’Ebitda consolidato è: Acqua Italia 59 per cento; Reti e Illuminazione Pubblica 32 per cento; Ambiente 4 per cento; Produzione 5 per cento. Il 95 per cento dell’Ebitda si riferisce ai business regolati Acqua Italia e Reti, alle attività di Illuminazione pubblica e Ambiente. L’indebitamento finanziario netto passa da 4.962,9 milioni di euro del 31 dicembre 2025 a 5.076,4 milioni al 31 marzo 2026, influenzato principalmente dall’andamento del capitale circolante e dalla dinamica degli investimenti realizzati.
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