L'editoriale
A sinistra non c’è (s)campo. Crollano ovunque i progressisti, l’agenda è tutta a destra
La destra europea, anzi le destre hanno davanti una sfida non più rinviabile: quella di coniugare e di comporre su scala continentale e occidentale quel paradigma premiante in politica interna
L'Editoriale - di Antonio Rapisarda - 10 Maggio 2026 alle 06:30
La straripante vittoria di Nigel Farage alle elezioni locali Gran Bretagna che ha certificato l’implosione di Keir Starmer. Il crollo del governo europeista di Ilie Bolojan, in realtà un’ammucchiata ordita per frenare la destra, in Romania. L’avanzata senza sosta del Rassemblement National in Francia inversamente proporzionale alle disavventure di Macron. Le conquiste del Pp e la crescita di Vox in Spagna come contraltare alla debolezza di Sanchez. E soprattutto la tenuta politica e sociale, dopo quasi quattro anni di navigazione in mezzo alla tempesta delle crisi internazionali, dell’esperienza del destra-centro incarnato dal governo Meloni. Qualcuno ci dica dov’è, di grazia, la fantomatica crisi della destra diffusa in Europa e oltre di cui straparlano opposizioni di sinistra e media annessi?
Non bastano gli strappi di Donald Trump, l’episodio dello stop al referendum sulla riforma della magistratura o il cambio di governo (esce un conservatore, entra un conservatore) in Ungheria per decretare – come si auguravano dall’opposizione italiana – l’implosione di una “domanda” politica che resta intatta: dentro e fuori i confini nazionali. È totalmente fuori discussione, poi, che tale domanda di rappresentanza popolare si stia rivolgendo al campo largo e ai suoi alleati oltreconfine. La sinistra sui temi più sentiti dall’opinione pubblica (immigrazione, tasse, energia a basso costo, tutela dell’agricoltura) ha semplicemente abbandonato la postazione: non offre alcuna ricetta, si limita a rinfacciare alla destra quando quest’ultima non raggiunge, a suo avviso, i risultati annunciati. Stesso discorso riguardo alle tematiche care al mondo produttivo, a quello degli investimenti e dell’industria: le proposte della sinistra – dalla fissazione ideologica sul Green deal al “no” al nucleare, dai sussidi a pioggia alla patrimoniale – oltre che datate sono vera e propria kriptonite.
Certo, “governando” nei talk show, commentatori e analisti progressisti riescono ancora ad alimentare parte significativa della narrazione. Peccato per loro, però, che la «crisi delle destre europee», il «declino del sovranismo» si stia rivelando nient’altro che un wishful thinking, una suggestione. Per qualcuno un’allucinazione. Cartina di tornasole le “ambasciate” di Elly Schlein che pur di trovare interlocutori a sinistra deve rifugiarsi nell’esotismo “canadese” di Mark Carney (un centrista moderato, ribattezzato il “Mario Draghi dell’Alberta”) e scongelare un mito eclissato malissimo come quello di Barack Obama.
Se a sinistra devono lottare contro l’estinzione della socialdemocrazia, non va molto meglio al partito dei tifosi del “pareggio”: quelli che sperano nella non-vittoria alle prossime Politiche per dare vita all’ennesimo esecutivo di larghe intese con una guida tecnica. Costoro – di fatto gli “architetti” del campo largo – vedono da sempre il modello tedesco come orizzonte. In realtà il disastro della stagione Scholz, che ha condotto l’Spd al peggior risultato della sua storia, e i dolori di Merz, incalzato dalla destra radicale di Afd, confermano che proprio il dispositivo della Grosse Koalition – il pareggio sostanziale – sta devitalizzando il sistema politico della Germania.
Che succede dunque? Che gli archi costituzionali così come le formule a tavolino, semplicemente, non funzionano più. La domanda è indirizzata su alcuni temi (protezione e promozione del mercato interno, sicurezza e difesa, rilancio della competitività contro le pastoie ideologico-burocratiche) che rientrano in termini quasi esclusivi nell’agenda dei governi di centrodestra. La destra europea, anzi le destre hanno davanti una sfida non più rinviabile davanti alla dimensione intercontinentale lanciati dal ritorno degli “imperi”: quella di coniugare e di comporre su scala continentale e occidentale quel paradigma premiante in politica interna. Per questo il modello Meloni dà così fastidio. Perché dimostra che l’unione delle destre – impasto di programma, blocco sociale e visione del mondo – non è un’opzione possibile solo su alcune (importanti) votazioni nel Parlamento europeo. È una formula di governo garantita dall’esecutivo più stabile in Europa. Mentre tutto intorno, al centro come a sinistra, crolla.
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Speriamo di non fare la fine che abbiamo fatto al referendum sulla giustizia… I sinistri sono abilissimi nel mistificare attraverso i media.
In economia si sa che le guerre internazionali, creano instabilità dei governi. Sono causa degli aumenti smodati dell’energia e dei generi di consumo. Le famiglie, i lavoratori sono costretti a stringere sulle spese, concentrandosi sul risparmio e meno sui beni volluttuari. L’aumento poi incontrollato dei prezzi è anche legato al costo dell’energia e dei carburanti. La via da seguire quindi è solo quella che sta percorrendo l’esecutivo di centrodestra, come il taglio delle accise sui carburanti, e il taglio del costo delle fatture energetiche. Certamente i provvedimenti potrebbero e dovrebbero essere maggiori, ma l’eredità del dissesto dei conti pubblici lasciata dai precedenti governi balneari di sinistra, giallo-rosso in particolare, non consentono manovre più ampie per non causare un’inevitabile e più tragico default economico. Ridicolo da parte delle opposizioni com’è falso propagandare il reddito minimo ai lavoratori, più fondi ai ministeri o regalare soldi al popolo, sono bugie irrealizzabili. Empirismo, la matematica far quadrare i conti sono tutt’altra cosa, l’esempio è quello della
” coperta troppo corta” . Le altre misure però intraprese dall’esecutivo in precedenza, quali l’assottigliamento del cuneo fiscale per lavoratori con la riduzione delle trattenute in busta paga, cioè l’abbassamento delle differenze tra gli importi lordi e quelli netti, oltreché gli sgravi fiscali per le imprese invogliate ad assumere lavoratori, sono state scelte coraggiose, dovute e responsabili che adesso si fanno sentire . Questo governo è bene si ricordi, ha chiesto a gran voce all’Europa, la sospensione del patto di stabilità che vincola gli esecutivi a rispettare i parametri del bilancio pubblico, deficit pubblico /pil< 3% e il debito pubblico/ pil <60%, richiesta quanto pare, non accolta dalla banca centrale.
Il resto o ciò che imbroccalano le opposizioni, che parla di fallimenti e catastrofismi dei governi delle destre, sono argomentazioni farlocche, loro lo sanno e bene.
La destra si è dimostrata inarrestabile in tutta Europa, ai voglia s fare coalizioni per fermarla, basta immigrazione,basta imbastardire la nostra cultura con i mussulmani
Speriamo, non tenete conto del fatto che metà della popolazine non vota. Non sarei cosi sicuro; non ho fiducia circa il voto dei giovani irretiti dai docenti e di quello dei musulmani con diritto di voto. Loro votano per chi apre la strada che consente di avere partiti islamici e sarebbe la fine.
Solo la Schlein ha idee e manie di onnipotnza perchè in Canada ha avuto l’ardire di parlare di “nuovo ordine mondiale”. Oltre che farneticante mi sembra molto preoccupante per una che si sta affacciando alla politica internazionale.
A questo punto bisogna richiamare il pdr
– o presidente di alcuni – alle sue responsabilità per l’uso politico dello strafatto quotidiano, che per l’uso scorretto della magistratura di parte
Fermare e spedire in Albania gli immigrati con foglio di via, e quelli con la fedina penale macchiata. Tutti, senza indugi, senza chiedere nulla a nessuno, e anche senza autorizzazione ( se serve)
Per rispondere ai media di sinistra bisogna usare giornalisti di destra – non politici poi attaccabile-. Quello che la politica può fare e obbligare tutti i canali RAI a portare il contraddittorio dove ora non esiste ( rai3 RAI news24, etc..) in parti uguali, e imporre il conduttore a non schierarsi
Basta seguire le sinistre sulle chiacchere, cominciare a fare fatti reali come il taglio delle spese – sindacati,fondazioni, finti pensionati, finti disoccupati, etc..- e finire di punire i lavoratori onesti – quelli che versono contributi – per mantenere immigrati illegali, finti poveri e finti ultimi con bonus e sovvenzioni varie
La fortuna è dalla vostra parte.Finche’ ci sarà la schlein la sinistra non andrà al governo e avete la strada spianata.Poco ma certo.
Ora però la destra dovrebbe smetterla di ascoltare i vaneggiamenti di sinistra e alzare la testa imponendo a tutto campo il rispetto delle legge, piaccia o non piaccia, soprattutto per quanto riaguarda la “Sicurezza” a seguire la credibilità della P.A. ancora troppo soffocata dalla burocrazia. Controli e sanzioni rapide e certe anche su importazioni, produzioni, ristorazione e bar.