L'Iran invia un nuovo piano
Trump stoppa la delegazione Usa in Pakistan, tensione alle stelle sullo Stretto di Hormuz
Falliscono i colloqui in Pakistan, accuse reciproche tra Washington e Teheran. Minacce militari e crisi in Medio Oriente sempre più vicina a una nuova escalation
La strada diplomatica tra Stati Uniti e Iran si fa sempre più stretta. Il nuovo tentativo di dialogo, previsto a Islamabad, è saltato prima ancora di iniziare, alimentando i timori di una possibile escalation militare.
Nella capitale del Pakistan è arrivato solo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, mentre la delegazione americana non è mai partita. A fermarla è stato direttamente Donald Trump, che ha annunciato l’annullamento della missione.
Trump: “Abbiamo tutte le carte in mano”
Il presidente Usa ha motivato la decisione con parole dure: “Troppo tempo sprecato in viaggio, troppo lavoro”, ha detto, aggiungendo che in Iran regnerebbe “confusione nella leadership”. Poi il messaggio diretto a Teheran: “Noi abbiamo tutte le carte in mano, loro nessuna. Se vogliono parlare, chiamino”.
Intervistato da Axios, Trump ha però precisato che lo stop ai colloqui non significa un’immediata ripresa degli attacchi, anche se lo scenario resta incerto. “L’Iran ci ha consegnato un documento che non era abbastanza e dopo che ho cancellato” il viaggio degli inviati Usa in Pakistan “in 10 minuti ce ne ha mandato un altro migliore”, ha detto il presidente Trump, parlando alla stampa prima di salire sull’Air Force One.
Teheran attacca: “Non è chiaro se gli Usa vogliono davvero la pace”
Da Islamabad, Araghchi ha incontrato i vertici pakistani – dal premier Shehbaz Sharif al capo dell’esercito Asim Munir – definendo la visita “molto proficua”. Ma il ministro iraniano ha puntato il dito contro Washington: “Resta da vedere se gli Stati Uniti sono davvero intenzionati a perseguire la via diplomatica”. Secondo i media iraniani, Teheran avrebbe comunque presentato una risposta “esaustiva” alle proposte sul tavolo.
Minacce incrociate e nodo Hormuz
Nel frattempo, sul campo, la tensione resta altissima. Tra i punti più critici: il dossier sul nucleare iraniano, il blocco dei porti imposto dagli Usa, il controllo dello Stretto di Hormuz, snodo strategico globale.