80 anni dopo
Strage di Vergarolla, il ricordo del governo Meloni: “Commissionata dai partigiani titini, giustizia per le vittime”
Politica - di Gabriele Caramelli - 18 Agosto 2026 alle 18:56
Negli 80 anni dalla strage di Vergarolla a Pola, nell’Istria, dove morirono centinaia di italiani e bambini piccoli a causa delle bombe piazzate sulla spiaggia, sono intervenuti molti esponenti del governo Meloni per ricordare l’eccidio. «La tragedia che è stata per molto tempo volutamente rimossa, si inserisce nelle complesse vicende che segnarono quelle terre nel secondo dopoguerra, caratterizzate da violenze, divisioni e dall’esodo di gran parte della popolazione italiana», ha spiegato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, per poi aggiungere che «oggi, a ottant’anni di distanza, è nostro dovere continuare a mantenere viva la memoria di quelle vittime e di quella tragica vicenda, trasmettendola alle nuove generazioni. Ricordarla significa rendere il doveroso omaggio a vittime innocenti e, al tempo stesso, riaffermare il valore della memoria come strumento di conoscenza e verità storica».
Strage di Vergarolla, Foti: «Morirono bambini con la sola colpa di essere italiani»
Sulla stessa linea d’onda della seconda carica dello Stato anche il ministro degli Affari europei, Tommaso Foti, che ha spiegato come le vittime stessero assistendo «alla Coppa Scarioni, una manifestazione sportiva di nuoto. Una tragedia che è stata dolosamente prima negata e poi rimossa per tanti anni da una politica servile nei confronti del comunista Tito e che oggi, per contro, assurge al posto che le compete nella memoria nazionale». Poi ha ricordato che «nessun corteo, nessuno sciopero generale, nessuna medaglia per decine e decine di anni per quelle vittime innocenti, tra le quali tanti bambini desiderosi solo di giocare sulla loro spiaggia, vilmente uccisi soltanto perché italiani».
«L’ennesima ferita nella dolorosa vicenda degli esuli giuliano-dalmati, ignobilmente consegnata all’oblio – ha ripreso il ministro -. I nomi dei responsabili della strage sono ancora ignoti, la qual cosa ci impegna, a 80 anni di distanza da quella terribile mattanza, a rinnovare l’impegno nella ricerca della verità. Non per vendetta, ma per giustizia». A tal proposito, la rettitudine sulla tragica vicenda si deve «alla memoria di coloro che persero la vita a Vergarolla e a quel fulgido esempio di abnegazione al dovere, di umanità e di coraggio, rappresentato dal dottor Geppino Micheletti che continuò a prestare soccorso e a operare i feriti, nonostante avesse appena appreso della morte nella strage dei suoi due figli».