Attivismo vip
Paola Turci ha passato il Ferragosto a Spin Time: “Ho messo a disposizione casa mia, qui ho trovato il Vangelo”
Paola Turci ha raccontato le motivazioni della sua presenza davanti allo Spin Time a Ferragosto, spiegando di aver adibito la propria abitazione per gli occupanti abusivi che prima si trovavano nel palazzo
Politica - di Gabriele Caramelli - 18 Agosto 2026 alle 19:31
«Il mio meglio è questo, volevo esserci». Queste le parole di Paola Turci, che intervistata dal giornalista di Fanpage, Saverio Tommasi, ha spiegato come mai abbia passato il Ferragosto davanti allo Spin Time di Roma. «Per me è avvenuto con un passaparola – ha ripreso la cantautrice -, anzi, ti confesso questo con un piccolo senso di colpa: non conoscevo Spin Time. Sono tornata a vivere a Roma da un anno e mezzo, ma ancora non lo avevo incrociato». Poi ha aggiunto: «Però quando ho saputo, leggendo, ho scelto di informarmi e subito dopo ho detto: “Qui bisogna fare qualcosa”, e allora eccomi qui». Inoltre, Turci è anche tra le persone che hanno dato la propria disponibilità per accogliere gli ex occupanti abusivi di Spin Time: «Sono fra le persone che hanno dato una disponibilità per sopperire a una situazione di emergenza. Sono nell’elenco delle camere libere».
Paola Turci e il Ferragosto a Spin Time: «Ho messo a disposizione casa mia»
In seguito, la cantautrice ha motivato la sua scelta di mettere a disposizione la propria casa per gli sfollati dal centro sociale: «Io penso questo: mi ci potevo trovare io in questa situazione. Davvero, ci penso: perché no? Sono stata più fortunata e non ci sono. Ma io la dignità di chi sta qui, di chi chiede un tetto, la voglio prendere in braccio perché la vedo, la riconosco. Siamo tutti potenziali abitanti di ville o di marciapiedi». Forse le sfugge che esistono proprio delle liste per ottenere la casa popolare e che lo stabile fosse stato occupato illegalmente, dunque c’è un motivo se ora si ritrovano fuori.
«Questa è una realtà che ci invidiano in tante parti del mondo, veramente – ha ripreso Paola Turci -. Una comunità così larga, così vasta perché ci sono 27 nazionalità, e che vive insieme da oltre 10 anni. Questa comunità ha saputo creare collegamenti, mettersi insieme e anche aprirsi verso l’esterno». In che modo «aprirsi»? Non risulta che abbiano provato a rimettersi in regola, salvo l’intervento in extremis del sindaco Pd, Roberto Gualtieri, che sperava di poter acquisire l’edificio.
Il riferimento al Vangelo che ricorda la crisi mistica di Landini
Ma l’intervista alla cantante è proseguita, stavolta con un riferimento religioso: «Io qui a Spin Time ho trovato l’insegnamento del Vangelo, della vita. Qui si può davvero dimostrare di essere cristiani. Non si può usare la parola “cristiano” e poi stare da un’altra parte». Ricorda tanto il discorso che fece Landini all’evento di gennaio 2026, organizzato proprio nel centro sociale e intitolato “Ci siamo. Pensare un mondo e una Cgil possibili”. All’epoca, il sindacalista che un tempo inneggiava alla rivolta sociale aveva detto: «Questo è un posto benedetto, ci sono stati due papi».
L’invettiva sui ricchi e il berlusconismo
Attenzione però, perché Paola Turci si è anche lanciata anche in un volo pindarico sul materialismo: «Diciamo da trent’anni, si è radicata l’idea che i soldi facciano la felicità e rendano liberi. Ed è vero, in parte. Ma l’individualismo spinto, il berlusconismo non è mai stata la soluzione». Non è chiaro cosa c’entri Silvio Berlusconi con la conversazione, ma tutto continua a scorrere: «L’idea che avere cose, possedere, possa rappresentare la nostra salvezza, è una grande fregatura. La casa è un diritto, è questo che qui viene rivendicato».
E nell’invettiva buonista non è mancato un attacco ai ceti più abbienti: «Ma proprietari di un fondo di investimento con dieci ville, cosa se fanno? Sono più felici, così?». Magari li affittano e danno lavoro anche ad altre persone, è così che funziona il business. «Come si fa a non vedere che qualcosa stona, non va, fra il marciapiede e le grandi ville dei proprietari del palazzo? – ha concluso -. Come si fa a pensare che sia giusto, o normale, avere dividendi per miliardi, e poi gente costretta a dormire per strada? Io non voglio dire che dovremmo riequilibrare l’assetto monetario mondiale, però un po’ di redistribuzione della ricchezza, perché no? Basterebbe poco, e qui tutti potrebbero uscirne migliori ed essere felici».