Il libro
Sparta e l’idea spartana di Frederic Eparvier: la storia di una civiltà basata sulla lotta e sulla legge
Ciò che sappiamo in Occidente della civiltà spartana lo dobbiamo all’archeologia e allo studio della storia europea, che ha consentito ai ricercatori di scrivere libri quanto più specifici su una delle civiltà più interessanti del passato. Anche il film, in piccola parte, hanno contribuito a glorificare il popolo acheo della lotta: basti pensare al famoso “300” di Zack Snyder, che riporta anche la battaglia delle Termopili. Ma a proposito di letteratura storica, esiste un altro libro intitolato “Sparta e l’idea spartana” di Frederic Eparvier, pubblicato da Passaggio al bosco in collaborazione con l’Istituto Iliade, che offre una genealogia della civiltà guerriera e alleata di Atene nella guerra contro i Persiani.
Una storiografia che inizia con un riassunto degli stanziamenti nell’Ellade e che passa per le leggi di Licurgo, uomo di cui si sa poco e di cui non si hanno notizie certe nemmeno sulla sepoltura, fino ai costumi “più moderni” che hanno segnato l’evoluzione di questa particolare società. Non meno importante è il fattore culturale e poetico, come dimostrano i frammenti dei testi di Tirteo sopraggiunti nell’epoca contemporanea.
“Sparta e l’idea spartana” di Frederic Eparvier: alla scoperta di una civiltà europea
La sacralità non era in secondo piano per gli Spartani che, pur avendo uno stile di vita e un sistema politico diversi dagli ateniesi, sostenevano con grande convinzione il sentiero religioso. Come scrive Eparvier nel libro, i Lacedemoni «onoravano gli dei dell’Olimpo, in particolare Apollo e Atena, e la città era colma di templi e monumenti». Entrambe le divinità citate dall’autore sono importantissime nella cultura greca: la prima rappresenta l’armonia, oltre che la medicina e la musica, mentre la seconda è portatrice di sapienza. In sostanza, per essere soldati bisogna credere e conoscere, senza escludere ogni singolo aspetto della vita. Ma soprattutto, gli Spartani non avevano paura della morte, che affrontavano a viso aperto nelle battaglie, consci dei pericoli e della posta in gioco.