Il discorso gradito da tutti
Re Carlo è riuscito a riallacciare i rapporti tra Usa e Regno Unito? Sì, ma c’è ancora del lavoro da fare…
+ Seguici su Google DiscoverNon è ancora chiaro se la relazione tra gli Usa e il Regno Unito si stia rinvigorendo o meno. Nonostante tutto, un riavvicinamento c’è stato e lo ha dimostrato Re Carlo, parlando proprio al Congresso degli Stati Uniti, citando riferimenti a Oscar Wilde, a Henry Kissinger, a Charles Dickens, ad Abraham Lincoln e a Theodore Roosevelt. A quanto pare, il sovrano ha saputo riunire nell’amicizia i due Paesi, dopo il distacco dovuto alle divergenze per la guerra in Iran. Il successo del soft power del Re è stato confermato dagli applausi e dal minuto di ovazioni che ha ricevuto alla fine del suo discorso.
D’altra parte, si è trattato pur sempre di un intervento che ha accennato a temi delicati come quello della Nato, da cui Trump ha ultimamente minacciato di voler uscire, ma il cui art. 5, come ha ricordato Carlo III, è stato invocato l’11 settembre 2001. Tra i tanti temi toccati dal Re c’è anche il caso Epstein, che non ha nominato direttamente. Ha semplicemente affermato di «sostenere le vittime di alcuni mali che, così tragicamente, ancora esistono».
Carlo e Trump hanno rinsaldato i rapporti con gli Usa dopo la separazione politica con Starmer
Carlo non ha parlato né di Iran, né di Israele, né di immigrazione, né di clima, né di ambiente: tutti argomenti delicati e scottanti dell’era Trump. Piuttosto, ha preferito offrire una lezione magistrale di sobrietà, come ha scritto il Guardian, evidenziando i legami comuni tra i due popoli che risalgono alle precedenti amministrazioni e che dureranno a lungo, anche dopo quella dell’attuale presidente americano. Il Re indossava un abito blu e una cravatta grigia a fantasia ed era accompagnato dalla Eegina Camilla, ricevendo scrosci di applausi già dalla prima apparizione. Neppure i presidenti ricevono una simile accoglienza e quando vanno al Congresso per pronunciare il discorso sullo Stato dell’Unione.
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